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	<title>Il blog di Telegiornaliste</title>
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		<name>Il blog di Telegiornaliste</name>
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		<title><![CDATA[Pisa, 20 e 21 febbraio, Azioni locali per l'uguaglianza]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Analizzare lo stato delle pari opportunit&agrave; in Italia, in Europa e nel Mondo e avanzare proposte concrete per sostenerle politicamente in futuro. Da queste premesse partir&agrave; <strong>il convegno <em>Azioni locali per l'uguaglianza</em></strong> (organizzato dal Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa (Ccre) e dalle sue 36 sezioni nazionali) che si &egrave; aperto oggi a Pisa e al quale parteciper&agrave;, tra le altre, la <strong>Sottosegretaria alle Pari opportunit&agrave; Donatella Linguiti. </strong></p>
<p>&laquo;Un momento - ha fatto sapere in una nota la Sottosegretaria - per avviare <strong>un confronto proficuo sulle pari opportunit&agrave; tra i soggetti politici che operano nei vari livelli di governo</strong>: da quelli locali a quelli nazionali e internazionali per promuovere un approccio integrato al fine di favorire una compiuta democrazia paritaria&raquo;. </p>
<p>Il convegno costituir&agrave; anche l'occasione per fare il punto sull'attuazione della &quot;Carta europea per l'uguaglianza e la parit&agrave; delle donne e degli uomini nella vita locale e regionale&quot;. Un documento del Consiglio dei Comuni e delle regioni d'Europa che invita gli enti territoriali ad utilizzare i loro poteri e i loro partenariati a favore di una maggiore uguaglianza fra uomini e donne.</p>
<p>&laquo;Questo incontro - ha proseguito la sottosegretaria Linguiti - avr&agrave; anche<strong> l'obiettivo di sensibilizzare la politica nazionale affinch&eacute; la questione delle pari opportunit&agrave;</strong>, e soprattutto di una maggiore rappresentanza parlamentare delle donne, <strong>possa entrare nell'agenda politica e nella campagna elettorale</strong>. L'incontro con le amministratrici di altri Paesi dell'Europa e del Mondo - ha concluso Linguiti - ci ricorda che <strong>l'Italia &egrave; fanalino di coda nella classifica mondiale della rappresentanza femminile nei Parlamenti nazionali</strong>: si pensi che nel nostro Parlamento le donne sono poco pi&ugrave; del 15% sul totale. Come sar&agrave; il prossimo Parlamento? Con questa legge elettorale la responsabilit&agrave; &egrave; certamente nelle mani dei partiti&raquo;. </p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Società civile somala a Roma, una conferenza per ripartire]]></title>
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		<created>2008-02-13T22:29:16+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>Con la presentazione della <em><strong>Dichiarazione di Roma</strong></em> si &egrave; chiusa <strong>la prima conferenza della societ&agrave; civile somala</strong>. Per quattro giorni,  quaranta delegati provenienti da diverse regioni somale e dalla diaspora, in rappresentanza dell’associazionismo, del mondo accademico e imprenditoriale somalo, si sono incontrati per condividere le loro preoccupazioni e <strong>confrontare le loro idee sul futuro del paese</strong> e sul ruolo che la societ&agrave; civile somala pu&ograve; e deve avere nella pacificazione e nella ricostruzione della Somalia. </p>
<p>Il documento finale della conferenza sottolinea come i quattro giorni di lavoro siano serviti a “<strong>identificare limiti e opportunit&agrave; per una pace e un dialogo duraturi</strong> e l’importante ruolo che la societ&agrave; civile somala pu&ograve; avere”. La <em>Dichiarazione di Roma</em> prosegue elencando le richieste e le prese di posizione della conferenza per quel che riguarda<strong> sei diversi temi</strong>: la crisi umanitaria, il dialogo e la riconciliazione, i diritti umani, il ruolo della societ&agrave; civile, il suo rafforzamento e il rapporto che deve avere con la comunit&agrave; internazione per essere sostenuta nella promozione del dialogo. </p>
<p>Nel presentare il documento finale della conferenza, <strong>Khadija O. Ali,</strong> membro del comitato organizzativo, ha sottolineato come nei lavori di questi giorni i delegati abbiano «deciso di mettere da parte le nostre differenze e di mettere insieme invece le idee, le posizioni e le cose che abbiamo in comune». <strong>Abdullahi Shirwa</strong>, coordinatore del forum della societ&agrave; civile a Mogadiscio, si &egrave; invece augurato che i contenuti della dichiarazione finale vengano realizzati. Per questo, come ha sottolineato Nino Sergi, segretario generale di Intersos, nel suo saluto conclusivo, i delegati hanno deciso di prevedere un comitato di follow-up che garantisca la continuit&agrave; «per evitare che la conferenza di questi giorni sia un evento e null’altro, senza nessun seguito». </p>
<p>Alla giornata di oggi hanno preso parte, in rappresentanza delle istituzioni italiane ed europee, la viceministra degli esteri Patrizia Sentinelli, Armando Sanguini, direttore generale per l’Africa sub sahariana del Ministero degli Affari Esteri, Stefano Manservisi, direttore generale per la cooperazione della Commissione Europea, e Mario Raffaelli, inviato speciale per la Somalia del governo italiano. Unanime l’accordo riguardo l’importanza di una conferenza che si &egrave; posta come obiettivo, riuscito, quello di <strong>trovare una sintesi tra posizioni anche molto distanti</strong>, nell’intento di ribadire il ruolo fondamentale della societ&agrave; civile somala nella pacificazione del paese. </p>
<p>Per informazioni: </p>
<p><a href="mailto:info@somaliaforum.org">info@somaliaforum.org</a> </p>
<p><a target="_blank" href="http://www.intersos.org">www.intersos.org</a> </p>]]></content>
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		<title><![CDATA[A Napoli una gravità inaudita]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>&laquo;E'&nbsp;veramente troppo, quello che &egrave; accaduto a Napoli &egrave; di una gravit&agrave; inaudita&raquo;.&nbsp;Cos&igrave; si &egrave; espressa la <strong>Sottosegretaria ai Diritti e Pari Opportunit&agrave; Donatella Linguiti</strong>, all'indomani <strong>dell'irruzione della polizia</strong> nel reparto dell'ospedale Federico II per interrogare una donna che aveva appena effettuato un <strong>aborto terapeutico</strong>.</p>
<p>&laquo;Il violento attacco all'autodeterminazione delle donne va bloccato ora e con fermezza <strong>va ribadita la libert&agrave; delle donne di scegliere sul proprio corpo</strong>.&nbsp;E' l'ennesimo esempio di protervia maschile, come se non bastasse tutto quello che gi&agrave; gli uomini scaricano sulle donne: il lavoro di cura, la precariet&agrave; economica ed esistenziale, le discriminazioni sul lavoro e le violenze fisiche e psicologiche che sono in costante aumento&raquo;. </p>
<p>Conclude Linguiti: &laquo;<strong>Quando mai carabinieri e polizia si sono fiondati tra le mura domestiche</strong>, nei luoghi dove maggiormente avvengono le violenze? Quando mai sono stati cos&igrave; celeri nel fermare un vero reato perseguibile per legge? Tra l'altro, gli agenti sono entrati senza l'autorizzazione del magistrato, avuta solo in un secondo momento. Non se ne pu&ograve; davvero pi&ugrave;, cari signori maschi smettetela di voler decidere su cose che non vi riguardano: <strong>le libert&agrave; conquistate dalle donne non sono merce di scambio</strong>, meno che mai in campagna elettorale&raquo;. </p>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.telegiornaliste.com/dblog/articolo.asp?articolo=42"/>
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		<title><![CDATA[Cittadine comunitarie discriminate]]></title>
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		<created>2008-02-08T09:55:37+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>&laquo;In questi giorni si parla tanto di quando inizia una vita e di rianimare feti nati prima della ventiduesima settimana. Al di l&agrave; del merito, <strong>&egrave; grave che si rimettano in discussione in maniera strumentale diritti acquisiti per l'autodeterminazione della donna</strong>. Mi stupisce, invece, che non si dica nulla sulle tante persone che non hanno accesso, in vita, alle cure essenziali&raquo;.&nbsp;</p>
<p>Cos&igrave; si &egrave; espressa la <strong>Sottosegretaria ai Diritti e Pari Opportunit&agrave;</strong>, <strong>Donatella Linguiti</strong>, accogliendo la richiesta di numerose associazioni che hanno inviato una lettera a diversi ministeri <strong>per denunciare l'esclusione dall'assistenza sanitaria nazionale di alcuni cittadini</strong> che, seppur comunitari, non hanno accesso alla cure essenziali e alle prestazioni che riguardano la maternit&agrave; e l'interruzione volontaria di gravidanza. </p>
<p>&laquo;<strong>Ritengo molto grave che le donne bulgare e rumene</strong>, che sono comunitarie ma non hanno alcuni requisiti che integrano il permesso di soggiorno come quelli dei cittadini extracomunitari, <strong>debbano essere discriminate e non possano ricevere le cure per la loro salute</strong>. &Egrave; un fatto in evidente contrasto con la Costituzione e con le norme vigenti, ma soprattutto limita ancora una volta la libert&agrave; di scelta delle donne di scegliere sul loro corpo, e va urgentemente affrontato&raquo;.</p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Legge elettorale]]></title>
		<id>http://www.telegiornaliste.com/dblog/articolo.asp?articolo=40</id>
		<created>2008-02-03T21:53:06+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p>&laquo;Se si apre la strada per la riforma elettorale, <strong>non &egrave; pi&ugrave; possibile eludere la questione dell'art.51 della Costituzione</strong>, che prevede la promozione e attuazione di strumenti per le <strong>pari opportunit&agrave; per entrambi i sessi</strong>, e questo implica anche la rappresentanza istituzionale&raquo;, cos&igrave; afferma <strong>Donatella Linguiti</strong>, <strong>Sottosegretaria ai diritti e pari opportunit&agrave;</strong>, nelle ore che precedono le consultazioni per costituire l'eventuale governo istituzionale. </p>
<p>&laquo;C'&egrave; una proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dall'Udi, <strong>Unione donne in Italia</strong>, che non pu&ograve; restare lettera morta. Con la campagna 50 e 50 ovunque si decide, il movimento delle donne ha espresso una esigenza forte che non si risolve tanto nei meccanismi di &quot;quote rosa&quot; ma nell'assunzione della parola e pratica politica delle donne nei luoghi di potere e decisione&raquo;. </p>
<p>Conclude Linguiti: &laquo;Se nella ricerca di una riforma condivisa non si tiene conto di una prospettiva di genere, <strong>si condanna l'Italia</strong> non tanto a restare ultima nelle classifiche internazionali, quanto <strong>ad un arretramento culturale</strong> che passa anche attraverso il non rispetto delle regole e normative che gi&agrave; ci sono. Credo che attuare l'art.51 e pensare ad una legge elettorale che consideri le donne al pari degli uomini, sia <strong>il miglior modo per festeggiare il sessantesimo della Costituzione</strong>&raquo;. </p>]]></content>
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		<title><![CDATA[Ci andiamo pesante? L'hai voluto tu, Italietta del c...(bip)...]]></title>
		<id>http://www.telegiornaliste.com/dblog/articolo.asp?articolo=39</id>
		<created>2007-12-30T19:09:36+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Adesso basta, hai lasciato a casa anche me e quindi non ti posso pi&ugrave; difendere Italietta del cazzo. <br /><br />

Per l'ennesima volta ti sei mostrata per quel che sei, nuda, meschina, terrorizzata all'idea di perdere credibilit&agrave;… Tanto stupida da non capire che la credibilit&agrave; l'hai persa da tempo. Incapace di assumerti le tue responsabilit&agrave;. Incapace di dire a occhi bassi: Ho sbagliato, chiedo scusa a tutti. Ma tu non ti vergogni pi&ugrave; di nulla, Italietta del cazzo.<br /><br />

Tu e i tuoi caporali, Italietta del cazzo, quelli che comandano le varie aziende. Tutti pronti ad arroccarsi nella torre per non perdere quella briciola di potere che viene usato solo con l'aiuto di quella stupida invenzione che sono i contratti a progetto.<br /><br />

S&igrave;, i contratti a progetto, cara Italietta del cazzo, quelli che permettono di darti un calcio nel culo in qualsiasi momento e a qualsiasi et&agrave;, quelli che hanno portato alla creazione dei "bamboccioni" di Padoa Schioppa, quelli che sono la morte di qualsiasi lavoratore onesto e che rappresentano la vita, invece, per quelli che comandano che risparmiano e non gli frega nulla di chi suda, lotta, piange e muore per un fottuto posto di lavoro, qualunque esso sia.<br /><br />

E tutto questo l'hai creato tu, Italietta del cazzo. Che aspetti a cambiare le cose, aspetti la notizia da prima pagina, tanto ormai ci sei abituata: se non ci scappa il morto tu fai finta di niente, ma lo sai benissimo che sei complice.<br /><br />

Mi fai schifo Italietta del cazzo, in tutte le situazioni non sei mai stata capace di assumerti le tue responsabilit&agrave;, anzi, permetti a certa gente di trattare cos&igrave; quelli che sono cosa???? I tuoi figli??? Ma chi ti conosce, Italietta del cazzo fondata sul lavoro? Ma finiscila per cortesia evita ancora di prendere per il culo un popolo intero. 
<br /><br />
Mi fai schifo Italietta del cazzo e per la prima volta te lo dico in faccia, mentre piango perch&eacute; io, da oggi sto a casa nonostante sia un professionista, uno che fa questo mestiere da quasi vent'anni. E comunque sappi che ci ho creduto in te, ma tra le lacrime adesso mi fai compassione, la stessa che si prova per un idiota che dopo averle provate tutte, si arrampica sugli specchi e scivola tutte le volte… Schifosa, ti odio!!!!

]]></content>
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		<title><![CDATA[Randy Roberts sul palco]]></title>
		<id>http://www.telegiornaliste.com/dblog/articolo.asp?articolo=38</id>
		<created>2007-12-23T09:16:02+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<p><strong>«Il palco l’ho sempre vissuto come un salotto»</strong>. E cos&igrave;, abbiamo deciso di farci ospitare in quel salotto. Quartiere San Giovanni di Roma. Il <em>Touch</em> e la sua piccola sala intima dalle luci soffuse. Sul palco, Randy Roberts con due suoi musicisti, Bruno Marinucci e Pierpaolo Ranieri. Un ampio repertorio: Lionel Ritchie, Stevie Wonder, Marvin Gaye, Otis Redding. </p>
<p>Una grande passione per il live. <strong>«Se mai dovesse uscire un cd, mi piacerebbe che la promozione fosse live prima di tutto»</strong>. Cos&igrave; come &egrave; grande il rispetto per la musica, un valore trasmessogli dal padre, Rocky Roberts, che lo porta a non tradirla mai. Neanche nei momenti difficili. <strong>«La sera che mio padre se n’&egrave; andato, avevo un’esibizione e ho lavorato. Non l’ho annullata perch&eacute;, secondo me, quello era il tributo giusto. Cos&igrave; come mio padre che non si fermava mai».</strong> </p>
<p>Randy parla velocemente, si racconta e racconta degli altri. Come i grandi artisti con cui ha avuto la possibilit&agrave; di chiacchierare o collaborare e che, in tanti atteggiamenti, ricordano il padre. <strong>«Lionel Ritchie, Sting, Phil Collins. La loro disponibilit&agrave; fa parte della grandezza. Perch&eacute; nel momento in cui decidi che vuoi diventare un cantante e far parte del mercato musicale, diventi personaggio pubblico»</strong>. E il fan non va trattato male, mai. <strong>«Io sono uno di quelli che ancora compra i cd, uno dei pochi. Per&ograve; compro i cd solo di chi non mi ha mai tradito. Non parlo a livello musicale, ma di chi non mi ha mai sorpreso negativamente nei toni, nelle interviste»</strong>. Stevie Wonder ne &egrave; l’esempio. <strong>«L’ho sempre trovato molto appassionato, capace di esprimere tanta poesia. E di artisti cos&igrave; ce ne sono pochi. Molti mi hanno dato grosse delusioni, i loro cali mi hanno lasciato molto interdetto»</strong>. Come Whitney Houston. <strong>«Di lei ero proprio appassionato, innamorato perso. E quando accadono certe cose, ci rimani davvero male, come se si trattasse di un amico».</strong> </p>
<p>Un’esistenza, quella di Randy, certamente atipica. Cresciuto con un’artista in casa. <strong>«Mio padre era molto educato, trasparente. Era difficile che potesse sorprendere o deludere. Un uomo anche timido, solitario, introverso, il contrario di ci&ograve; che si vedeva sul palco. Ed era una persona che non ti negava mai un abbraccio, una carezza, un sorriso. Si fermava a parlare e ad ascoltare chiunque. E per me, tutto questo &egrave; eccezionale».</strong> </p>
<p>Randy non si risparmia lungo tutta la serata. E alle 2 del mattino, il concerto si chiude. E’ tempo di prendere un taxi e andare. La notte romana, pian piano, ci ha abbandonato. La voce di Randy, quella no. </p>]]></content>
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