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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul blog, in ordine cronologico.

Di Ospite (del 22/02/2008 @ 16:32:53, in Interventi, cliccato 143 volte)

Analizzare lo stato delle pari opportunità in Italia, in Europa e nel Mondo e avanzare proposte concrete per sostenerle politicamente in futuro. Da queste premesse partirà il convegno Azioni locali per l'uguaglianza (organizzato dal Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa (Ccre) e dalle sue 36 sezioni nazionali) che si è aperto oggi a Pisa e al quale parteciperà, tra le altre, la Sottosegretaria alle Pari opportunità Donatella Linguiti.

«Un momento - ha fatto sapere in una nota la Sottosegretaria - per avviare un confronto proficuo sulle pari opportunità tra i soggetti politici che operano nei vari livelli di governo: da quelli locali a quelli nazionali e internazionali per promuovere un approccio integrato al fine di favorire una compiuta democrazia paritaria».

Il convegno costituirà anche l'occasione per fare il punto sull'attuazione della "Carta europea per l'uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale e regionale". Un documento del Consiglio dei Comuni e delle regioni d'Europa che invita gli enti territoriali ad utilizzare i loro poteri e i loro partenariati a favore di una maggiore uguaglianza fra uomini e donne.

«Questo incontro - ha proseguito la sottosegretaria Linguiti - avrà anche l'obiettivo di sensibilizzare la politica nazionale affinché la questione delle pari opportunità, e soprattutto di una maggiore rappresentanza parlamentare delle donne, possa entrare nell'agenda politica e nella campagna elettorale. L'incontro con le amministratrici di altri Paesi dell'Europa e del Mondo - ha concluso Linguiti - ci ricorda che l'Italia è fanalino di coda nella classifica mondiale della rappresentanza femminile nei Parlamenti nazionali: si pensi che nel nostro Parlamento le donne sono poco più del 15% sul totale. Come sarà il prossimo Parlamento? Con questa legge elettorale la responsabilità è certamente nelle mani dei partiti».

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Di Ospite (del 13/02/2008 @ 22:29:16, in Interventi, cliccato 119 volte)

Con la presentazione della Dichiarazione di Roma si è chiusa la prima conferenza della società civile somala. Per quattro giorni, quaranta delegati provenienti da diverse regioni somale e dalla diaspora, in rappresentanza dell’associazionismo, del mondo accademico e imprenditoriale somalo, si sono incontrati per condividere le loro preoccupazioni e confrontare le loro idee sul futuro del paese e sul ruolo che la società civile somala può e deve avere nella pacificazione e nella ricostruzione della Somalia.

Il documento finale della conferenza sottolinea come i quattro giorni di lavoro siano serviti a “identificare limiti e opportunità per una pace e un dialogo duraturi e l’importante ruolo che la società civile somala può avere”. La Dichiarazione di Roma prosegue elencando le richieste e le prese di posizione della conferenza per quel che riguarda sei diversi temi: la crisi umanitaria, il dialogo e la riconciliazione, i diritti umani, il ruolo della società civile, il suo rafforzamento e il rapporto che deve avere con la comunità internazione per essere sostenuta nella promozione del dialogo.

Nel presentare il documento finale della conferenza, Khadija O. Ali, membro del comitato organizzativo, ha sottolineato come nei lavori di questi giorni i delegati abbiano «deciso di mettere da parte le nostre differenze e di mettere insieme invece le idee, le posizioni e le cose che abbiamo in comune». Abdullahi Shirwa, coordinatore del forum della società civile a Mogadiscio, si è invece augurato che i contenuti della dichiarazione finale vengano realizzati. Per questo, come ha sottolineato Nino Sergi, segretario generale di Intersos, nel suo saluto conclusivo, i delegati hanno deciso di prevedere un comitato di follow-up che garantisca la continuità «per evitare che la conferenza di questi giorni sia un evento e null’altro, senza nessun seguito».

Alla giornata di oggi hanno preso parte, in rappresentanza delle istituzioni italiane ed europee, la viceministra degli esteri Patrizia Sentinelli, Armando Sanguini, direttore generale per l’Africa sub sahariana del Ministero degli Affari Esteri, Stefano Manservisi, direttore generale per la cooperazione della Commissione Europea, e Mario Raffaelli, inviato speciale per la Somalia del governo italiano. Unanime l’accordo riguardo l’importanza di una conferenza che si è posta come obiettivo, riuscito, quello di trovare una sintesi tra posizioni anche molto distanti, nell’intento di ribadire il ruolo fondamentale della società civile somala nella pacificazione del paese.

Per informazioni:

info@somaliaforum.org

www.intersos.org

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Di Ospite (del 13/02/2008 @ 22:25:00, in Interventi, cliccato 139 volte)

«E' veramente troppo, quello che è accaduto a Napoli è di una gravità inaudita». Così si è espressa la Sottosegretaria ai Diritti e Pari Opportunità Donatella Linguiti, all'indomani dell'irruzione della polizia nel reparto dell'ospedale Federico II per interrogare una donna che aveva appena effettuato un aborto terapeutico.

«Il violento attacco all'autodeterminazione delle donne va bloccato ora e con fermezza va ribadita la libertà delle donne di scegliere sul proprio corpo. E' l'ennesimo esempio di protervia maschile, come se non bastasse tutto quello che già gli uomini scaricano sulle donne: il lavoro di cura, la precarietà economica ed esistenziale, le discriminazioni sul lavoro e le violenze fisiche e psicologiche che sono in costante aumento».

Conclude Linguiti: «Quando mai carabinieri e polizia si sono fiondati tra le mura domestiche, nei luoghi dove maggiormente avvengono le violenze? Quando mai sono stati così celeri nel fermare un vero reato perseguibile per legge? Tra l'altro, gli agenti sono entrati senza l'autorizzazione del magistrato, avuta solo in un secondo momento. Non se ne può davvero più, cari signori maschi smettetela di voler decidere su cose che non vi riguardano: le libertà conquistate dalle donne non sono merce di scambio, meno che mai in campagna elettorale».

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Di Ospite (del 08/02/2008 @ 09:55:37, in Interventi, cliccato 118 volte)

«In questi giorni si parla tanto di quando inizia una vita e di rianimare feti nati prima della ventiduesima settimana. Al di là del merito, è grave che si rimettano in discussione in maniera strumentale diritti acquisiti per l'autodeterminazione della donna. Mi stupisce, invece, che non si dica nulla sulle tante persone che non hanno accesso, in vita, alle cure essenziali». 

Così si è espressa la Sottosegretaria ai Diritti e Pari Opportunità, Donatella Linguiti, accogliendo la richiesta di numerose associazioni che hanno inviato una lettera a diversi ministeri per denunciare l'esclusione dall'assistenza sanitaria nazionale di alcuni cittadini che, seppur comunitari, non hanno accesso alla cure essenziali e alle prestazioni che riguardano la maternità e l'interruzione volontaria di gravidanza.

«Ritengo molto grave che le donne bulgare e rumene, che sono comunitarie ma non hanno alcuni requisiti che integrano il permesso di soggiorno come quelli dei cittadini extracomunitari, debbano essere discriminate e non possano ricevere le cure per la loro salute. È un fatto in evidente contrasto con la Costituzione e con le norme vigenti, ma soprattutto limita ancora una volta la libertà di scelta delle donne di scegliere sul loro corpo, e va urgentemente affrontato».

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Di Ospite (del 03/02/2008 @ 21:53:06, in Interventi, cliccato 122 volte)

«Se si apre la strada per la riforma elettorale, non è più possibile eludere la questione dell'art.51 della Costituzione, che prevede la promozione e attuazione di strumenti per le pari opportunità per entrambi i sessi, e questo implica anche la rappresentanza istituzionale», così afferma Donatella Linguiti, Sottosegretaria ai diritti e pari opportunità, nelle ore che precedono le consultazioni per costituire l'eventuale governo istituzionale.

«C'è una proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dall'Udi, Unione donne in Italia, che non può restare lettera morta. Con la campagna 50 e 50 ovunque si decide, il movimento delle donne ha espresso una esigenza forte che non si risolve tanto nei meccanismi di "quote rosa" ma nell'assunzione della parola e pratica politica delle donne nei luoghi di potere e decisione».

Conclude Linguiti: «Se nella ricerca di una riforma condivisa non si tiene conto di una prospettiva di genere, si condanna l'Italia non tanto a restare ultima nelle classifiche internazionali, quanto ad un arretramento culturale che passa anche attraverso il non rispetto delle regole e normative che già ci sono. Credo che attuare l'art.51 e pensare ad una legge elettorale che consideri le donne al pari degli uomini, sia il miglior modo per festeggiare il sessantesimo della Costituzione».

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