La
pittura di Artemisia di
Erica
Savazzi
La passione di Artemisia: si intitola così il romanzo
che la scrittrice Susan Vreeland ha dedicato ad
Artemisia
Gentileschi, pittrice secentesca di grande talento,
trascurata per lungo tempo e poi eletta a simbolo del
femminismo negli anni 70. Come suggerito dell’autrice fin dal
titolo, la passione è al centro della vita dell’artista:
passione per l’
arte, in un’epoca in cui le donne non
potevano studiare, e passione per la
giustizia, quando
contrariamente ad ogni usanza denunciò il suo stupratore.
Artemisia viene da una famiglia di artisti. Il padre Orazio
Gentileschi è un pittore caravaggesco molto conosciuto,
autore degli affreschi delle sale del Quirinale. Artemisia è
la prima e la sola donna in una famiglia di sette figli.
Tutti vengono indirizzati all’arte, ma Artemisia è la più
dotata. Il padre le insegna quindi a
dipingere,
affidandola a diversi insegnanti. Diventerà
una delle
poche artiste donne della storia dell’arte.
Nel 1612, lo scandalo: Orazio Gentileschi denuncia Agostino
Tassi, suo amico e insegnante della figlia, per stupro. Il
processo dura parecchi mesi e provoca scandalo nella Roma
di quel tempo, non tanto per lo stupro in sé – la
considerazione dei diritti della donna era nulla - ma perché
Tassi si rifiuta di “riparare” con il matrimonio, essendo già
sposato. Condannato, resta in carcere per pochi mesi. Allora
Artemisia era una adolescente. Per “riscattarsi” da quella
macchia si sposa con un fiorentino, conoscente del padre.
A Firenze Artemisia continua a dedicarsi alla pittura e al
disegno, coltivando amicizie con personaggi del calibro di
Galileo Galilei, la famiglia Medici, Michelangelo Buonarroti
figlio. E’ la
prima donna a essere ammessa alla
prestigiosa
Accademia del disegno. Viaggia molto:
Napoli, Londra (dove lavora il padre), Genova e poi ancora
Roma.
Nelle sue opere Artemisia rappresenta soprattutto
storie
di donne mitologiche o tratte dalla Bibbia, mettendo al
centro, per la prima volta, proprio il
punto di vista
femminile: lo sconcerto e la paura di
Susanna, la tensione di
Giuditta che decapita Oloferne, la sicurezza di Minerva,
il turbamento di Maria Maddalena, l’abbandono agonizzante di
Cleopatra. Figure rappresentate in modo realistico e
sensuale, con le loro passioni e la loro corporeità.