Gli
Intoccabili in Parlamento
di
Chiara Casadei
Manmohan Singh ha assicurato che «questa è
una
occasione storica». E se lo dice
lui, che è il Primo ministro indiano, non
possiamo di certo non crederci. La svolta di
cui parla è la recente elezione alla
presidenza del Lokh Saba, la camera bassa
del parlamento indiano, di
Meira Kumar,
la prima donna ad ottenere questo incarico e
la prima figura femminile appartenente alla
casta dei
Dalit, gli Intoccabili, a
raggiungere una posizione politica così
elevata.
Originaria dello stato settentrionale del
Bihar, figlia dell’ex vice Primo ministro
Jagjivan Ram e moglie di un giudice della
Corte Suprema, la Kumar, 64 anni, appena
ventenne ha intrapreso la carriera
diplomatica.
Ministro, ex ambasciatrice
a Londra e Madrid, si è da sempre battuta
per cause importanti e attuali, come ad
esempio la promozione dei matrimoni tra
caste differenti.
Ora il suo scopo è quello di emancipare i
Dalit, detti Intoccabili, la casta
indiana più bassa che però costituisce una
massa elettorale significativa. A volere la
sua elezione è stata l’attuale leader del
Partito nel Congresso, Sonia Gandhi, e la
Kumar è subito emersa come
rivale di
Kumari Mayawati, conosciuta come la
“regina dei Dalit”, premier dello stato
dell’Uttar Pradesh.
Più in generale, il valore di questa
elezione è davvero significativo: sottolinea
- e forse permetterà di migliorare - la
situazione di discriminazione in cui vivono
attualmente gli Intoccabili, e simboleggia
un
avvicinamento delle donne indiane
– soltanto 59 su 543 deputati sono donna –
alla vita politica.