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Intervista a Maria Luisa Cocozza tutte le interviste
Maria Luisa CocozzaTelegiornaliste N. 30 del 5 dicembre 2005

Cocozza, giornalista con Gusto di Filippo Bisleri

Maria Luisa Cocozza, napoletana doc, giornalista e mamma di un ragazzo di 12 anni. Ha sempre sognato il giornalismo.

Dunque sei una innamorata del giornalismo?
«Innamoratissima, ho sempre voluto fare questo mestiere fin da bambina. Il mio primo articolo, pensa, l’ho scritto quando avevo solo 16 anni».

Fai tv e hai, nel tuo passato, esperienze radiofoniche e di carta stampata. Trovi differenze tra i diversi media?
«Ritengo più che altro che il messaggio sia diverso a seconda del medium che lo veicola. Ho fatto radio da giovanissima, poi la tv e ho avuto qualche collaborazione con la carta stampata, e ritengo che fare il giornalista sia sempre bello, ma diverso a seconda del mezzo di comunicazione».

Un passato nella cronaca, delle conduzioni e ora Gusto. Come ti trovi?
«Mi trovo benissimo anche a Gusto, e amo farlo. Prima ho sempre fatto cronaca, ma amavo prima la cronaca e ora sono appassionata a Gusto cui dedico le migliori energie».

Chi ti ha colpito di più nella tua carriera professionale?
«Certamente Giovanni Falcone, che era un uomo tutto d’un pezzo. L’ho intervistato quando ancora ero a Tmc e non senza lunghi inseguimenti, ma ne è valsa davvero la pena».

Chi è stato ad insegnarti di più nel mondo del giornalismo?
«Non ho dubbi: Guido Ruotolo, un napoletano verace come me. E poi cito il mio primo direttore Roberto Quintini (Tmc), un milanese che mi ha anche fatto piangere lacrime amare, ma che mi ha insegnato a fare la giornalista».

E il servizio che ricordi di più qual è?
«Certamente quello fatto in occasione della caduta del Muro di Berlino, perché mi ricordo come vestivo, le frasi della gente che mi circondava, la grande emozione del momento. Mi sentivo parte della storia pur potendone afferrare, per la limitatezza dell’uomo, solo una parte. Un’emozione indescrivibile».

Cosa consiglieresti a dei giovani che vogliono fare il giornalista?
«Il mio consiglio è di fare il liceo classico come ottima base, e poi di continuare in redazione e trovare qualche collega che insegni loro i trucchi del mestiere. E di procedere senza fretta, giornalisti si diventa piano piano».

Qualche curiosità del tuo lavoro?
«Così mi fai sorridere perchè penso subito a Gusto».

Che intendi Maria Luisa?
«Girando per i vari servizi ho notato che i cuochi sono sempre preoccupati mentre i pasticceri sono sempre felici. Sarà una questione di aromi e dolcezze, che dici?».

Conciliare il ruolo di madre e giornalista è facile?
«Assolutamente no, e lo dico per esperienza. Ma occorre sempre cercare di fare tutto al meglio e non aver paura a chiedere aiuto».

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