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Intervista a Valentina Loiero tutte le interviste
Valentina LoieroTelegiornaliste N. 32 del 19 dicembre 2005

Valentina Loiero, giornalista e avvocato di Filippo Bisleri

Fermata da un fastidioso raffreddore, Valentina Loiero non rinuncia all’appuntamento con Telegiornaliste.com che segue ed apprezza («Molto carino Salvo Sottile – dice la Loiero – a citare me e Anna Maria Chiariello nella sua intervista»).

E così inizia la nostra chiacchierata, molto piacevole, con uno dei volti emergenti della redazione del Tg5. Valentina Loiero è la corrispondente da Palermo, ovvero la giornalista chiamata a parlare spesso di sbarchi di clandestini e di mafia, ma soprattutto una brava giornalista che ad un’indubbia classe unisce una bellezza che lei, timidamente, non si riconosce.

Valentina, come hai scelto di fare la giornalista?
«A dire la verità, ti dirò che a fare il mestiere della giornalista ci ho sempre pensato anche se credo non si possa dire che il fare la giornalista sia una vocazione. Testimonianza ne sia il fatto che, per un periodo, ho fatto anche l’avvocato. Comunque, fare la giornalista mi soddisfa, credo sia la mia vita».

Tu hai lavorato nella carta stampata, nelle agenzie di stampa e ora in tv. Quali differenze tra i vari campi dell’informazione?
«Ci sono differenze enormi, ma davvero enormi. Sembrano quasi mestieri diversi. Tra l’agenzia e la tv esiste un enorme gap. Con l’agenzia di stampa il giornalista è davvero il “mezzo” che produce e veicola la notizia, mentre in tv corri sempre il rischio di pensare di essere il fine della notizia. Comunque, la sensazione che si ha lavorando in un’agenzia è indescrivibile, bellissima».

E la carta stampata?
«Già – sorride – me l’ero dimenticata. Credo che la carta stampata sia a metà strada tra l’agenzia e la tv».

Sei una corrispondente. Molti tuoi servizi popolano il Tg5 delle 8.00 sovente condotto dalla tua collega Laura Cannavò. Cambieresti mai il tuo ruolo con il suo di conduttrice?
«Con questa domanda mi prendi in contropiede. Comincio col dire che Laura Cannavò è una bravissima professionista e una donna che, se conosciuta di persona, al pari di Benedetta Corbi, è più bella di quanto non appaia in video. Ti dico però che la conduzione di un tg senza poter fare anche servizi in esterna, al momento, non mi attira. Io non credo che uno scelga di fare il giornalista per condurre, ma per poter stare sul territorio e, qualche volta, in studio… tu che ne pensi?».

Non ho mai lavorato in tv, ma ti credo. Piuttosto, chi ti ha colpito di più, come personaggio, nel tuo lavoro?
«Non ho in mente una persona o una situazione particolare, ma se devo dire una persona allora scelgo l’ex procuratore di Palermo Piero Grasso perché è un personaggio già da sé, e perché, da uomo del sud, combatte e ha combattuto la mafia conoscendone le modalità di azione».

E professionalmente chi ti ha insegnato i “trucchi” del mestiere?
«Sicuramente il mio ex direttore Enrico Mentana. Primo perché ha una personalità molto forte che professionalmente ti forgia, e poi perché mi ha assunto lui al Tg5 anche se, nella prima fase, mi ha “prestato” alla redazione di Verissimo che è stata una bella esperienza. A Mentana devo anche la scelta come corrispondente dalla Sicilia perché, dopo aver sostituito durante l’estate l’amico Salvo Sottile, “Chicco” mi chiamò e mi disse: «Ti va di fare la corrispondente da Palermo?» E io, non avendo problemi di famiglia, ho detto sì. Devo anche citare il mio direttore all’AdnKronos Pippo Marra che mi ha riportata a fare la giornalista assumendomi in agenzia dopo che io ero stata coinvolta nel fallimento dell’esperienza de L’informazione e mi ero messa a fare l’avvocato».

Consigli per gli aspiranti giornalisti?
«Io non saprei che dire. Anni fa ho fatto una scuola di giornalismo, ma non conosco la realtà attuale delle scuole. Forse serve un po' di scuola e un po' di redazione. Personalmente mi ritengo fortunatissima per il solo fatto di poter fare questo lavoro».

Non sei sposata, ma ritieni che si possano conciliare i ruoli di giornalista e moglie e madre?
«Come hai detto tu non ho esperienza, ma credo che, dati gli orari dei giornalisti, sarebbe difficile. Personalmente penso rinuncerei a qualcosa della carriera a vantaggio della famiglia».

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