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Intervista ai The Dopes tutte le interviste
Telegiornaliste anno III N. 42 (120) del 19 novembre 2007

The Dopes, i cartoni animati viventi del web
di Valeria Scotti

Ricordano vagamente le imprese di certi programmi americani, dove stuntmen professionisti si lanciano in sfide diseducative e a rischio di incolumità. Ma in questo caso siamo in Italia, e i protagonisti sono quattro ragazzi.
Latta, Nobu, Doc e Cla, 21 anni a testa, sono i The Dopes, letteralmente I Cretini. Dal 2003 il gruppo si manifesta nell’hinterland milanese con apparizioni divertenti e talvolta assurde. Complici un po’ di sana follia e i video pubblicati in rete.
L’ultima trovata? Pochi giorni fa, sulla Linea 1 della metropolitana di Milano, dove uno dei The Dopes si è trasformato in uno spogliarellista. Ironica caricatura della ballerina di lap dance, appartenente al progetto Sickgirl, che lo scorso anno movimentò i viaggiatori in una Milano by night.
Luca, portavoce dei The Dopes, ci ha raccontato qualcosa di più.

Come nasce il gruppo?
«Ci conosciamo da sempre, siamo coetanei oltre che amici. Abbiamo iniziato a esibirci nel nostro palchetto sotto casa, a Mazzo di Rho. Cose di poco conto, eppure crescendo siamo riusciti a trasformare tutto ciò quasi in una professione».

Ma nella vita non siete solo Dopes…
«Infatti io mi occupo di montaggio video, Claudio studia per diventare infermiere, Daniele fa il commesso mentre Davide lavora e va a scuola».

Come partono queste vostre “gesta”?
«Solitamente ci incontriamo per parlarne e si decide tutti insieme. Per l’organizzazione, ci muoviamo sempre con tre telecamere digitali. Possiamo agire anche quando siamo in giro per motivi personali. Basta che all’improvviso scatti l’idea».

E la ripresa della metro?
«Avevamo deciso di farla prima di salire in metropolitana e per questo motivo avevamo portato con noi le telecamere. Sapevamo infatti che Claudio si sarebbe esibito in uno spogliarello. L’idea è partita per essere un video dei nostri, come tutti gli altri, ma poi ha scatenato clamore tra i mass–media. La gente che era sulla carrozza della metro è rimasta sorpresa anche se ormai è semi abituata a questi atti in pubblico».

Nel vostro curriculum vantate varie apparizioni su Mtv. Come è andata?
«Siamo stati più volte a TRL. Ci hanno accolto sempre bene anche se spesso ci siamo trovati di fronte a persone stranite e un po’ impaurite. Temevano che all’improvviso, in diretta tv, ne avremmo combinata una delle nostre».

Come reagite alle critiche di chi vi accusa di invitare all’autolesionismo, di essere un pessimo esempio per gli adolescenti?
«Rispondiamo dicendo che ci divertiamo in un modo diverso. Nei video che giriamo è evidente che, in qualunque nostra iniziativa, non ci facciamo mai male. Siamo quasi dei cartoni animati viventi. Naturalmente invitiamo tutti a non imitarci. Infatti noi siamo abituati da un po’ di anni a fare certe stranezze. Sappiamo dunque come agire senza alcun tipo di pericolo per noi e per chi ci sta accanto. Proprio come i veri professionisti».

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