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Intervista a Luca Volpe tutte le interviste
Telegiornaliste anno IV N. 9 (134) del 10 marzo 2008

La Street Magic di Luca Volpe di Valeria Scotti

Rinnovarsi per proporre sempre nuove sfide nella magia. E’ questo lo scopo di Luca Volpe, illusionista e portavoce italiano della Street Magic. Dopo numerosi partecipazioni, negli scorsi anni, a programmi televisivi Rai e Mediaset, Luca è attualmente impegnato con la sua tournée Feel the real magic sulle navi da crociera in giro per il mondo.

Cos'è la Street Magic?
«La Street Magic è un tipo di rappresentazione magica fatta in strada coinvolgendo persone a caso. Il pioniere è stato David Blaine in America, l’illusionista salito alla cronaca per vari esperimenti come la cassa di cristallo sospesa sul Tamigi in cui si è fatto rinchiudere per 44 giorni. Dopo di lui, è toccato ad altri grandi nomi cimentarsi nella Street Magic come Criss Angel o Cyril Takayama in Giappone. Tre anni fa ho avuto l’idea di portare quest’arte anche in Italia. Tutto è cominciato con un dvd, Mystica: ha riscosso un notevole successo soprattutto nell’ambiente dei prestigiatori che hanno riscoperto questo tipo di rappresentazione e hanno iniziato a sperimentarla».

Tra questi c’è il mago Casanova, noto soprattutto per le sue apparizioni televisive…
«Casanova è amore e odio di molti illusionisti. Ha iniziato a proporre la Street Magic in tv grazie al supporto di un programma come Striscia la notizia e stranamente dopo l’uscita del mio dvd. Ma se Mystica è servito anche a Casanova, questo non può che farmi piacere e onore».

Quali sono stati i tuoi maestri?
«Ho iniziato da piccolo a fare il mago: sono salito su un palco per il mio primo spettacolo a 12 anni. Tra i primi maestri che ho conosciuto, ci sono Silvan e Tony Binarelli. Tra l’altro faccio parte del club magico di Binarelli, il Ring International Brotherhood of Magicians 204 di Roma. E poi c’è anche il mago Martin, mio grande amico e consulente. Grazie a lui, sono riuscito ad acquistare delle grandi illusioni da Bill Smith, lo stesso costruttore di David Copperfield».

Perché l'Italia non dà il giusto spazio alla magia e all'illusionismo, mentre all’estero vi sono enormi produzioni che monopolizzano, anche per mesi, interi teatri e show in prima serata?
«All’estero è tutto diverso. Criss Angel, ad esempio, ha appena firmato un contratto per la prossima stagione con le Cirque du Soleil a Las Vegas di ben 150 milioni di dollari. In America, dunque, la cultura della magia e dello show business è molto importante. In Italia siamo abituati a spettacoli soprattutto con comici e cantanti, forse perché il pubblico è ancora legato all’idea del prestigiatore che tira il coniglio fuori dal cilindro. Quel poco che viene offerto sono gli spettacoli di David Copperfield che trasmettono una volta all’anno in occasione del Natale. Ma fortunatamente c'è ancora qualcuno, come Silvan, che mantiene alta la bandiera della magia in Italia».

Da qui la tua decisione di creare qualcosa di unico…
«La televisione spesso propone solo dei format. Per questo ho deciso di autoprodurmi un programma di Street Magic che va in onda sul canale Sky 916 di Arcoiris tv. Si tratta di cinque episodi dai temi specifici: i giochi mentali, le carte da gioco e così via. Presto realizzeremo la puntata della magia estrema dove farò l’esperimento della guida bendata con ostacoli umani».

Quanto ancora di nuovo si può fare nel campo della magia?
«Molto, non ci sono limiti. Almeno fino a quando l’uomo avrà voglia di lasciarsi stupire».

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