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Intervista a Maria Leitner (2)   Tutte le interviste tutte le interviste
Maria LeitnerTelegiornaliste anno IX N. 1 (345) del 7 gennaio 2013

Maria Leitner: passione a quattro ruote
di Giuseppe Bosso

Siamo lieti di intervistare nuovamente Maria Leitner, volto storico di Tg2 Motori che ultimamente ha anche condotto il telegiornale del secondo canale.

Come mai, Maria?
«Il direttore mi ha chiesto di farlo, e ho accettato con entusiasmo. Per me tornare alla diretta, come ai tempi in cui lavoravo a Tmc, è stata una piacevole riscoperta».

Esperienza positiva?
«Certo. Il telegiornale ti dà sempre una carica in più».

Negli ultimi anni si è anche cimentata come scrittrice.
«Sì. Ho scritto due libri, uno edito da Sperling & Kupfer che si intitolava L’arte di guidare, con il 2 volte campione mondiale di rally Miky Biasion e il collega Roberto Gurian. Il libro parla di come guidare sia un arte perché ci si deve impegnare con molta attenzione non solo nelle corse, ma anche nella vita di tutti i giorni. L'auto è un mezzo bellissimo che ci permette di andare dove vogliamo ma va usata con intelligenza perché può diventare molto pericolosa. La gente purtroppo spesso guida in modo distratto, stando al cellulare e non prestando attenzione alla strada e questo è causa di innumerevoli disgrazie. Oggi la tecnologia ha reso le vetture sempre più sicure, quando accade qualcosa è quasi sempre l'uomo che ha sbagliato. L'altro si intitola Race & Grace, scritto da Aldo Ferrara, medico e professore di Pisa. A questo libro abbiamo collaborato io ed Ezio Zermiani, amatissimo collega dello sport con il quale ho condiviso la pit lane in formula uno. Lui stava in Rai e io a Tmc. Il libro parla delle donne nello sport soprattutto del mondo dei motori. Ci sono tanti aneddoti e chicche divertenti e molti consigli sulla sicurezza. Mi piace quando scrivo o collaboro ad un libro perché mi permette di ripercorrere un po' la storia, parlare di persone eccezionali che ho incontrato nella mia vita lavorativa, come Ayrton Senna, Nigel Mansell, Jean Alesi e tanti altri; infine, lo scopo è sempre quello di consigliare le persone a viaggiare in auto nel modo più sicuro. Penso sia possibile, è una questione di cultura».

Dopo 15 anni di Tg2 Motori non è stanca?
«No. Il mondo dei motori si evolve di continuo, dà lavoro a milioni di persone. I test, che spesso eseguo a Tg2 Motori, in realtà sono il risultato finale di quello che è un lungo e faticoso lavoro che i costruttori hanno fatto, un lavoro di ricerca tecnologica per far diventare le auto più sicure e sempre meno inquinanti e su questo aspetto sono stati fatti passi da gigante nella lotta all'inquinamento; per dirne una, la macchina elettrica e quella a idrogeno ormai sono una realtà che però le case automobilistiche non lanciano sul mercato per mancanza di infrastrutture».

La crisi e la concorrenza straniera hanno innegabilmente inciso sul settore in Italia: vede segnali di ripresa?
«Basterebbe che l'Italia ricordasse cosa ha dato e può dare ancora: i migliori ingegneri e i migliori designer sono stati anche italiani, ma spesso chi e' stato ai vertici dell' industria nazionale non ha avuto quella lungimiranza nell'investire in uomini e ricerca che avrebbe consentito di andare avanti».

Partecipa ancora ai rally?
«Ahimè, la voglia ci sarebbe, è il tempo che manca; ho partecipato in questi anni a quattro Mille miglia storiche, in una di queste ero copilota di Emanuele Pirro, corridore che ha corso anche in formula uno e amico. Mi piacerebbe partecipare ancora: vedremo».

Guardando indietro c'è qualcosa che rimpiange?
«Non mi posso lamentare di quello che ho avuto. Non nascondo, però, che magari a pensarci talvolta la timidezza mi ha bloccato, magari qualche occasione mi è sfuggita...».

Come si vede tra 10 anni?
«Mi piacerebbe, passare dietro le quinte, e magari lavorare con un pool di giovani che si avvalgono delle nuove tecnologie - che ormai vanno integrate alla televisione - da poco ho ripreso a frequentare l'Università, alla Sapienza di Roma, mi accorgo che le nostre accademie hanno tanti giovani ragazzi e ragazze con idee interessanti e potrebbero dare molto all'Italia».

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