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Benedetta PonticelliTelegiornaliste anno X N. 38 (426) del 17 novembre 2014

Benedetta Ponticelli: oggi Lara Croft, domani mi piacerebbe doppiare una principessa Disney
di Giuseppe Bosso

Dal 2013 è la voce italiana di Lara Croft, protagonista del videogame Tomb Raider; ma per quanto giovane Benedetta Ponticelli ha già un curriculum di tutto rispetto.

Ricordi il tuo primo doppiaggio?
«Certamente! Il primo turno era un turno di piccoli ruoli, il cosiddetto “brusio”, di un cartone animato; il nome del cartone non me lo ricordo, però mi ricordo che doppiavamo i bambini di una scuola; è stato molto divertente, ma è finito presto e mi è dispiaciuto un sacco. Avrei continuato per tutto il giorno».

Come nasce il tuo ‘incontro’ con Lara Croft e quanto pensi ci sia di lei in te (e viceversa)?
«L’ho scoperta strada facendo, durante la lavorazione: all’inizio il lavoro si è basato sull’ascolto dei file originali, su delle immagini stampate che mostravano la “nuova” Lara, e su notizie che ci venivano date mano a mano. Poi, poco per volta, sono arrivati anche i video, e abbiamo visto Lara sullo schermo, anche se all’inizio erano video incompleti; è stato bello vedere il gioco e i personaggio che prendevano forma, anche se è stato difficile interpretare un personaggio che non avevo ancora visto! Mi piacerebbe che in me ci fosse la stessa forza di Lara, la stessa determinazione, che la porta avanti anche quando vorrebbe mollare tutto; Di me in lei beh… nell’edizione italiana c’è la voce».

Credi sia un personaggio che possa rispecchiare l’idea della donna di oggi?
«Sì. Mi piace molto, perché non è una donna invincibile, ha delle debolezze, delle fragilità e delle incertezze; allo stesso tempo ha una forza e una determinazione che la spingono ad andare avanti. Ci sono esempi di donne così, al giorno d’oggi: donne che compiono grandi imprese, ma anche donne che semplicemente vivono la loro vita quotidiana, magari meno epica di quella di Lara, ma con lo stesso spirito».

Anni fa nel ridoppiaggio del film Lupin-Il conte di Cagliostro hai avuto modo di lavorare con lo storico doppiatore del celebre ladro gentiluomo, Roberto Del Giudice, nella sua ultima interpretazione prima della sua scomparsa: che ricordo hai di quella esperienza?
«Per me è stato un grande onore: ho sempre amato le storie di Lupin, e poterne far parte è stato bellissimo. Roberto è stato molto gentile, e nonostante fosse un grande professionista, mentre io ero all’inizio, non si dava delle arie, era molto gentile. Mi ricordo che quando l’ho visto rimasi colpita dalla dolcezza del suo sguardo. Quando è andato al microfono e ha doppiato la prima scena, però, si è trasformato, ed è diventato il ladro gentiluomo e un po’ stupido che conosciamo. Aveva ancora un’energia impressionante!».

È stato un periodo molto difficile per la vostra categoria, con il recente sciopero: che idea te ne sei fatta da diretta interessata?
«Purtroppo continua ad essere un periodo molto difficile. Ti ringrazio perché porti l’attenzione su un lato del nostro mestiere che viene spesso trascurato, perché in genere quando si parla del lavoro dei doppiatori si pensa solo alla parte divertente, che sicuramente c’è, e lo rende, per me, uno dei mestieri più belli del mondo: ma non si pensa a quanto può essere difficile, dal punto di vista pratico. Il nostro contratto è scaduto da anni, e non siamo ancora riusciti a sbloccare la situazione; lo sciopero è stato difficile per tutti, per noi attori e per le case di doppiaggio. Ma del resto, gli scioperi non sono mai facili. Nonostante questo siamo riusciti ad ottenere delle cose, abbiamo riaperto il dialogo con la nostra controparte, e piano piano sono sicura che riusciremo a trovare un’intesa. È un periodo difficile per tutti, ma non ha senso né arrabbiarsi, né rinunciare: andiamo avanti, e qualcosa cambierà».

Tra le attrici che hai avuto modo di doppiare chi ti è rimasta particolarmente impressa?
«Sono molte, e sono un po’ in difficoltà a sceglierne una sola. Ho deciso: scelgo Rachel Brosnahan, perché l’ho doppiata in due telefilm diversi, House of cards e The blacklist; è bello seguire un’attrice in ruoli diversi, ci sono delle cose che ritrovi, ad esempio delle espressioni, ed altre che sono totalmente diverse, ovviamente, perché cambia il personaggio e dunque l’interpretazione dell’attrice stessa».

Prossimamente dove potremo ascoltarti?
«Onestamente non lo so! Non so mai niente di quello che andrà in onda… posso dirti cosa sta andando adesso, però. Un telefilm che mi è piaciuto molto doppiare, Faking it-Più che amiche; e prossimamente dovrebbe arrivare un nuovo capitolo di Tomb Raider, ma non abbiamo ancora iniziato la lavorazione».

Un personaggio che vorresti doppiare entro i prossimi dieci anni?
«Mi piacerebbe molto doppiare una principessa Disney. Ma anche l’animaletto che la accompagna non sarebbe male!».

Se potessi delineare un tuo ritratto come ti descriveresti?
«Se rispondo sorridendo “riservata”, dici che riesco a fregarti? A parte gli scherzi, non mi piace descrivermi, trovo molto più divertente farsi descrivere dagli altri e vedere che impressione hanno avuto. Quindi se ora ti rispondo, mi rovini il gioco! Hai una domanda di riserva?».

Ne avrei più di una, perché persone come te sono piacevoli da intervistare e proseguirei per ore… ma lo spazio è limitato, perciò per adesso non posso fare altro che ringraziarti della tua gentilezza e spigliatezza e augurarti buonissimo lavoro, sperando di risentirci ancora.
«Grazie a te!».

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