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Intervista a Claudia Prosperi   Tutte le interviste tutte le interviste
Claudia ProsperiTelegiornaliste anno V N. 34 (205) del 28 settembre 2009

Scopone scientifico, il gioco diventa rosa
di Pierpaolo Di Paolo

Anche quest'anno, come ormai dal 2001, si è svolto il torneo nazionale di scopone scientifico organizzato dall'A.S.Co.V., associazione affiliata alla F.I.G.S.(Federazione Italiana Gioco Scopone).

L'11, 12 e 13 settembre 2009 i migliori giocatori provenienti da tutta Italia - e perfino dalla Svizzera - si son dati appuntamento presso l'Hotel Oasi di Kufra a Sabaudia. Trentacinque coppie di Bari, Lecce, Napoli, Salerno, Roma, La Spezia, Genova, Milano, Torino e Bellinzona hanno incrociato i guantoni sul tavolo verde per stabilire chi fosse il più forte. Per la cronaca, il trofeo è andato a Napoli grazie alla vittoria della coppia composta da Michele Aurino e Alfredo Gargano.

Dello scopone ci siamo già occupati con l'intervista a Lucia Correale, presidente dell'A.S.Co.V. e consigliere della F.I.G.S. È un gioco di strategia, tecnica, intuito e intesa col socio che non ha nulla da invidiare a discipline più diffuse come scacchi e bridge. Come in tutti i giochi di logica matematica, anche qui non esiste ancora una grande tradizione in favore delle donne. I migliori giocatori sono quasi tutti uomini.

Tuttavia, è un divario che va assottigliandosi ogni giorno di più. A Sabaudia erano presenti 23 donne su 70 giocatori complessivi. Nessuna di queste è giunta sul podio, ma è un dato che la partecipazione femminile aumenta, e con essa il livello delle giocatrici si fa sempre più competitivo.

Il sorpasso è possibile, anche perché grinta e determinazione non mancano. «Quest'anno non ho potuto esserci - spiega Claudia Prosperi che, coi suoi 29 anni, è la più giovane e promettente giocatrice della Federazione - ma l'anno prossimo ci sarò certamente. Amo lo scopone perché è un gioco di logica e come tale mi affascina pensare che la mia sia superiore a quella degli avversari. Se poi collima con quella del socio, diventa un'overdose adrenalinica. Gioco sempre contro i più forti, così da poter imparare da loro e provare maggiore soddisfazione in caso di vittoria. Il fatto di essere così giovane è dalla mia, l'avversario spesso mi sottovaluta improvvisando azzardi che paga. Il mio obiettivo è diventare la migliore». Rapidità di calcolo, ambizione e cattiveria agonistica ci sono tutte.

Non c'è che dire, i maschietti sono avvisati.

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