
Telegiornaliste anno V N. 33 (204) del 21 settembre 2009
Claudia Schuler, la passione per il ciclismo
di
Erica Savazzi
Claudia Schuler è la più giovane
rappresentante - «Ho quasi vent'anni» - della
squadra italiana di paraciclismo arrivata a Bogogno
(Novara) per i
Campionati mondiali. Allegra, sorridente e molto
determinata a fare del suo meglio, l'abbiamo
incontrata poco prima del suo debutto in gara.
Come hai iniziato?
«Ho iniziato quattro anni fa, per caso. Ho
conosciuto un atleta italiano – Roland Ruepp - che
mi ha detto “Prova a venire in bici con me”, così ho
iniziato facendo una gara a Clès, vicino a casa mia.
Mi è piaciuto molto e così ho deciso di andare
avanti. E se cominci non puoi smettere di
gareggiare».
Perché?
«Perché mi dà tanta soddisfazione: puoi vedere come
vai tu, come vanno le altre, vedere se puoi
migliorare il tempo o no. Tutto questo mi piace
molto».
Quanto ti alleni?
«Generalmente due ore per sei volte alla settimana.
Lavoro con i giovani nel mio comune: faccio solo
dieci ore alla settimana così ho tempo di allenarmi,
cosa molto importante».
Ci sono poche donne in squadra.
«Sì, questo è un problema, siamo sempre in poche.
Spero che nel futuro ne arriveranno delle altre».
Tu hai iniziato a correre quasi per caso, e anche
Alex Zanardi ha detto la stessa cosa. Secondo te si
può migliorare il “reclutamento”?
«La maggior parte delle persone che hanno un
incidente non sanno che è possibile praticare sport
anche se si è disabili: perciò è indispensabile fare
pubblicità per invitare le persone a provare. Non è
necessario che tutti facciano le gare, si può
praticare nel tempo libero».
Molti atleti paralimpici hanno avuto incidenti, a
te cos'è successo?
«Quando avevo due mesi hanno fatto un errore sul
cuore durante un intervento, per quello sono
cresciuta così. Ma sono abituata così, per me non
c'è problema».
Alla fine della manifestazione, Claudia è tornata a
casa, in Alto Adige, con al collo
due medaglie
d'argento conquistate rispettivamente nella
cronometro e nella gara in linea categoria HCB.