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Intervista a Donatella Greco   Tutte le interviste tutte le interviste
Donatella GrecoTelegiornaliste anno VIII N. 4 (306) del 30 gennaio 2012

Donatella Greco: così mi sono inventata un mestiere in tv
di Giuseppe Bosso

Da tre anni affianca Serena Bernardo nella rubrica Viggì cibo, in cui occupa varie strisce: Ricette pazze dal mondo, Dal mercato con furore, I segreti della nonna.
Eppure Donatella Greco ha un passato molto diverso dal mondo della tv, a cui si è avvicinata proprio grazie alla giornalista napoletana, sua grande amica. Donatella lavorava in una nota compagnia telefonica. E poi...

E poi, Donatella, com'è arrivata questa svolta della tua vita?
«Lasciai il lavoro che facevo per seguire i miei tre figli. Serena è da tanti anni una mia cara amica, mi sono proposta per gioco e mi ha dato questa possibilità. Ma i giornalisti sono lei e i suoi colleghi, per me è un diversivo. Non mi sentivo appagata, in questa società il lavoro di casa non viene stimato».

Amicizia di lunga data la vostra.
«Sì, e si è estesa anche ai nostri figli. Abbiamo cominciato con Ricette pazze dal mondo, per poi passare ad altre rubriche. Sono comunque brevi strisce girate nella cucina di casa mia, realizziamo anche cinque episodi in una mattinata ottimizzando i tempi del programma e anche i miei, che sono poi quelli della mia famiglia».

Farina del tuo sacco queste rubriche?
«Certamente. Mi documento su internet e altrove e ho potuto scoprire cose molto interessanti, per esempio sulla cucina cambogiana basata su insetti e pietanze come il risotto alle cimici, la zuppa di blatte, le cavallette fritte. Mentre per i segreti della nonna attingo spesso da un libro della cucina tradizionale, che mi è stato tramandato dalle zie».

Pro e contro di uno spazio così ristretto?
«Vorrei avere più spazio, e ne approfitto per rivolgermi a Serena tramite voi! Sono consapevole che non dipende da lei, ma dalla produzione e dall'editore. Credo però che riusciamo a dare un prodotto di qualità anche con tempi ristretti».

Inventarsi un mestiere è una necessità di questi tempi di crisi: è stato così anche per te?
«Sì. Mi sono lanciata in questa avventura e, come ti dicevo, mi sono riciclata nel vero senso della parola. È stato bello per me poter fare qualcosa di completamente diverso dal lavoro di ufficio, qualcosa dì divertente e stimolante. Volevo vedere se potevo dare ancora qualcosa».

E i tuoi cari ti sostengono in questo?
«Mio marito è moderatamente contento, non mi sembra faccia un tifo da stadio. Ho due figlie adolescenti e un figlio piccolo che invece si diverte un mondo, e anzi me lo dice: Mamma ma perché non stai più tempo in onda? Ti tolgono subito (ride, ndr)».

Cosa farai da grande?
«Noi donne siamo cresciute noi donne pensando di poter fare tutto, e poter avere tutto, famiglia, carriera, successo, ma non è sempre così. Bisogna essere brave manager e avere il carattere giusto per non farsi assalire dai sensi di colpa. Per ora, come si suol dire, navigo a vista, ma se arrivasse una proposta importante perché non valutarla? »

Sorridete, sorridete, sorridete sempre! Così chiudi i tuoi spazi nel programma: è la tua filosofia di vita?
«E’ una chiusura ironica dopo aver appena detto che il consommè di scorpioni è ottimo da servire a una cena! Ma è anche una caratteristica che mi appartiene».

Un aggettivo per Donatella e uno per Serena?
«Per Serena senza dubbio frizzante, spumeggiante e grintosa, carica. Io? Solare senza dubbio, sono così come mi vedete in onda».

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