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Intervista a Elisa Cavani   Tutte le interviste tutte le interviste
Elisa Cavani - ManotecaTelegiornaliste anno VIII N. 5 (307) del 6 febbraio 2012

La Manoteca: il punto di vista di Elisa Cavani
di Loredana Cortese

“Cambio punti di vista regolarmente ogni 10 anni, su tutto. E da un anno, circa, sono al mio terzo cambio”. Così Elisa Cavani, modenese e con uno spiccato senso estetico, spiega l’origine di ‘Manoteca’, nata dalla necessità di portare il suo punto di vista all’esterno.

Attratta dalle forme morbide e dai colori non aggressivi, Elisa ha concretizzato la sua idea a seguito di un lungo periodo nel mondo della moda: “Dopo nove anni come visual merchandiser – racconta – ho sentito la necessità di dare vita al mio progetto e mi sono licenziata dall’impiego che avevo, soprattutto dopo essermi resa conto che negli ultimi anni la moda cerca di assecondare il mercato per puro profitto”.

Già dal master in Design e Comunicazione, Elisa covava il sogno di andare oltre l’aspetto e la funzionalità delle cose, lavorando di immaginazione, come accade nei bambini. Così, dopo aver messo le mani sui primi oggetti, Elisa ha raccolto le sue opere su un sito, pubblicato online (www.manoteca.com) il 10 ottobre scorso. Il riscontro è stato immediato: i blogger americani lo hanno citato e, grazie al tam tam mediatico, in un mese e mezzo il sito ha ricevuto ventimila visite, raddoppiate il mese successivo.

Elisa ricerca i materiali da vecchi garage, cantieri edili, mercatini, soffitte e “quando vedo una cosa che mi attrae – spiega – la prendo sapendo che prima o poi la utilizzerò, la farò rivivere”. E’ così che un tavolo non è solo un tavolo e una porta non solo una porta: tutto rinasce con un altro spirito e un altro significato.

In un mondo dove il consumismo la fa da padrone, dove è molto più semplice rimpiazzare un oggetto usato con uno nuovo, Elisa Cavani ha dato vita a un progetto che mette in luce ciò che è stato dimenticato, rispolverando ricordi e affetti per quell’oggetto abbandonato.
Il suo successo? Quello di una comunicazione semplice, della rivisitazione di pezzi non elaborati e del rispetto del passato.
 
“Sono entusiasta – continua Elisa – perché ho ricevuto mail da diverse zone del mondo (America e Asia, in particolare) e mi preparo ora ad una mostra che si terrà a Modena dal 18 febbraio al 17 marzo dal titolo ‘Happy Ending’, perché le cose passate abbiano una fine felice”.

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