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Francesca FialdiniTelegiornaliste anno VI N. 2 (219) del 18 gennaio 2010

Francesca Fialdini, viva la semplicità di Giuseppe Bosso

Incontriamo questa settimana Francesca Fialdini, volto giovane e frizzante di Raiuno, ma non solo.
Laureata in Scienze della Comunicazione, dopo varie esperienze a Radio Vaticana (conduttrice del notiziario), l’Ufficio stampa della Santa Sede e alcuni siti cattolici, approda nel 2005 alla trasmissione A sua immagine, nelle vesti di inviata. Dal 2008 conduce su Fox Tv la striscia Videozine. Da gennaio 2010, inoltre, conduce sempre per la Rai un magazine dedicato ai libri e alla cultura.
La intervistiamo mentre si sta preparando a presentare, prima di Natale, il concerto Happy Christmas from Rome, con Ennio Morricone, Amii Stewart e altri ospiti.

Più soddisfacente il ruolo di inviata di un programma religioso o quello di conduttrice di una striscia sullo spettacolo?
«Due cose molto diverse. In Rai faccio un vero e proprio lavoro giornalistico in cui cerco di esporre contenuti quanto più obiettivamente possibile, mentre a Fox ho potuto sperimentare un format divertente dedicato a quel sottobosco del mondo dello spettacolo in cui comunque, quando parliamo di cinema, cerchiamo di mantenere molta serietà».

Qual è stata l’esperienza che più ti ha colpito tra quelle che hai seguito?
«In Sardegna, tempo fa, ho avuto modo di raccontare una storia di perdono molto intensa, di una madre a cui avevano ucciso due figli; questa signora indossava quei tipici vestiti neri che, probabilmente, al pubblico saranno noti per averli visti in varie film o serie ambientate lì. Avevo avuto modo di visitare quella regione, ma in questa circostanza ho vissuto un’esperienza, sia come donna che come cristiana, veramente intensa per come si è esposta, pur in un momento difficile della sua vita».

Non trovi che la Chiesa sia un po’ troppo presente nella vita sociale e politica italiana?
«Partiamo da una premessa: molti giornalisti commettono l’errore di considerare la Chiesa come un’entità unitaria. A volte si fa molta confusione nell'accreditare prese di posizione a questo o a quell'organo cattolico. In realtà, da Paese a Paese, le istituzioni ecclesiali hanno a che fare con la complessità, anche della società in cui si trovano. Vale anche per l’Italia, dove risiede storicamente lo Stato Vaticano e la Santa Sede. Mi piace ricordare però che, nei giorni scorsi, Papa Benedetto XVI si è rivolto al clero romano ricordando che il compito pastorale non deve cedere alla tentazione di prendere personalmente in mano la politica. La questione è come essere realisti e pratici senza arrogarsi una competenza politica che non spetta ai sacerdoti».

Parlando di cinema, meglio un cinepanettone che sbanca i botteghini o una pellicola indipendente realizzata con pochi fondi ma di grande qualità?
«Sono un’assoluta sostenitrice del circuito indipendente, soprattutto perché il cinema, come la televisione, può e deve migliorare le persone, il loro senso critico; è ovvio che i cinepanettoni richiamino molto pubblico e al botteghino fruttino di più, ma se nelle sale si cercasse di affiancarli ad altri film, credo che anche questi col tempo riuscirebbero ad essere valorizzati allo stesso modo».

Cosa ti auguri per il 2010?
«Di crescere nel lavoro ma senza perdere di vista i miei affetti, l’amore, la mia famiglia che vive lontano da me. Ho molti sogni e molte idee, ma sicuramente quello più importante è riuscire ad affermarmi nel lavoro senza rinunciare alle cose a cui tengo, alle persone che amo».

Cosa farai da grande?
«L’attrice (ride, ndr)! E la mamma. Battute a parte, in questo lavoro devi saper recitare sempre, soprattutto quando tratti contenuti che devi giocoforza esporre, è inevitabile».

Rappresenti perfettamente l’idea della ragazza acqua e sapone. Credi che questo sia un modello che può ancora trovare spazio?
«Semmai credo che sia un modello che si sta riscoprendo sempre più. Avverto nelle mie colleghe e in molte conduttrici la consapevolezza che il modello dell’apparire, della "scatola vuota", sia qualcosa che ormai abbia stufato, e anche da parte degli stilisti noto una riscoperta della semplicità, della freschezza. Molte proposte che mi arrivano sono motivate dal fatto che in me si notano questi requisiti. Insomma, la ragazza acqua e sapone piace perché la semplicità in fondo è un valore a cui ambiamo tutti».

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