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Intervista a Gianpiero Bellucci   Tutte le interviste tutte le interviste
Telegiornaliste anno V N. 46 (217) del 21 dicembre 2009

Gianpiero Bellucci, un giornalismo senza frenesie e clamori di Giuseppe Bosso

Gianpiero BellucciNato a Lucera e friulano d'adozione, Gianpiero Bellucci muove i primi passi nel giornalismo con le testate Il Gazzettino e Il Messaggero Veneto. Oggi lavora al canale Free.

Come sei arrivato a Free?
«Tramite conoscenti che mi hanno presentato il caporedattore, Davide Vicedomini, con il quale conduco il programma Sottosopra. Abbiamo capito fin dall’inizio che le nostre idee e le nostre esigenze ben si conciliavano».

Il bello e il brutto di essere giornalisti in Friuli?
«Rispetto ad altre regioni non si può dire che la nostra sia una regione teatro di grandi eventi di cronaca, per cui siamo costretti a barcamenarci alla ricerca di notizie di cui parlare. Anche la politica locale, rispetto ad altre realtà, non si differenzia in maniera particolare. Ma direi che è anche un aspetto positivo poter lavorare con questa tranquillità, senza frenesie e clamori».

L’esperienza che più ti ha colpito?
«Seguendo soprattutto la politica, non penso di poter parlare di eventi particolari, a parte magari qualche ministro che ho avuto modo di intervistare. Mi viene in mente, però, quando lavoravo al Messaggero un’inchiesta che feci per raccontare la città a due ruote, le persone che girano in bicicletta. Un modo un po’ diverso e originale per parlare della realtà del nord-est che ha avuto molto seguito».

Tante donne nella vostra redazione: più complici o rivali sul lavoro?
«Devo dire che rispetto ad altre redazioni in cui ho lavorato, a Free ho trovato maggiore complicità con queste ragazze. Altrove ho avvertito più competizione, dovuta principalmente al fatto che numericamente eravamo di più».

Il digitale terrestre: risorsa o incognita?
«Magari lo sarà in questi primi tempi per problematiche di tipo tecnico che ovviamente non spetta a noi giornalisti affrontare. Ma credo che, come ogni cambiamento tecnologico che si rispetti, a lungo andare finirà per entrare in uso quotidiano e non potrà che portare novità positive per il telespettatore e per noi addetti ai lavori».

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