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Ilenia IncogliaTelegiornaliste anno VIII N. 10 (312) del 12 marzo 2012

Ilenia Incoglia, per una Napoli attiva
di Giuseppe Bosso

I telespettatori di Annozero la conobbero tre anni fa, quando partecipò in due occasioni allo spazio Generazione zero, allora curato da Margherita Granbassi, in occasione della protesta dei cittadini di Napoli per l'emergenza rifiuti. Ma Ilenia Incoglia è anche imprenditrice (presidente di Pompei World srl, portale dedicato al turismo in Campania) con alle spalle una importante esperienza televisiva come inviata del programma Village News. Inoltre, è socia e fotografa del blog di moda Keep in touch with fashion, della sorella Jeasmine.

L'esperienza televisiva è stata occasionale o qualcosa che conti di ripetere?
«Spero di si. È stato un momento meraviglioso per me, in cui ho potuto girare il mondo e visitare posti bellissimi. Devo ringraziare il produttore Savio Panico, che a noi inviate ha sempre lasciato molta libertà di movimento. Certo però, ora che sono sposata e ho da poco una bambina, non posso mettermi a girare gli angoli del mondo. Magari una collaborazione dietro le quinte».

Cos'è Pompei World, di cui sei presidente?
«È un portale dedicato al turismo, la mia grande passione come potrai immaginare. Ho sviluppato questa idea legata alla mia terra, che amo tantissimo, che spero di portare nel mondo».

Ad Annozero hai dimostrato di essere una cittadina attiva ed impegnata nelle problematiche come quella drammatica emergenza rifiuti. Il Giornale ti intervistò poco dopo e dichiarasti: la politica per me è la soluzione dei problemi; negli ultimi anni stiamo assistendo ad una rinascita, nel cittadino, della voglia di essere partecipe della vita politica.
«Si. Ed è una cosa positiva specialmente a Napoli, toccato il fondo, non potevamo che rialzarci. E noto con piacere che sono soprattutto i giovani la parte motrice di questa consapevolezza. Quel dramma ci ha risvegliato dal torpore e ci ha permesso di lottare come abbiamo fatto. Stiamo finalmente cominciando a capire che non basta solo il voto, ma che la nostra sorveglianza deve essere sempre attiva».

Sei stata tra le più attive sostenitrici di un gruppo Facebook intitolato: Via Bassolino e Jervolino. A missione compiuta, come valuti i nuovi protagonisti della vita politica napoletana?
«Caldoro mi sembra una brava persona, certo non attaccabile come altri politici dei quali ci siamo liberati che dovrebbero marcire in galera, ma ovviamente nessuno può avere la bacchetta magica. I risultati sono lenti a vedersi anche perché il disastro da curare è notevole. Comunque, diamo tempo al tempo...».

Cosa si può fare per invogliare i giovani a non scappare dalla città, ma resistere per cambiarla?
«Siamo ahimè un popolo di migranti. E lo posso dire alla luce della mia esperienza familiare, visto che dieci dei miei sedici cugini sono andati fuori. È chiaro che ad un giovane non puoi chiedere di rinunciare alla possibilità di guadagnare e di costruirsi un futuro se la trova fuori la sua terra, ma è proprio questo il punto da cui dovremmo partire. Ed è il turismo (ma ovviamente non solo quello) uno dei motori di questa ripartenza che dovrà creare nuova forza lavoro».

Però sentire un ministro dell'Economia dire "con la cultura non si mangia" non è molto incoraggiante...
«Certo, ma ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi anni, dalla vendita delle spiagge ai privati in giù... non possiamo farci schiacciare. Siamo visti come sanguisughe quando invece siamo vittime derubate di un'immensa ricchezza. Aspettiamo ancora una Banca del Sud che sarebbe uno strumento ulteriore di miglioramento».

La bellezza è un vantaggio o un handicap per una donna?
«È un'arma a doppio taglio. Penso che ad ogni modo se c'è impegno, se c'è volontà, alla fine i risultati si conseguono con le proprie forze».

Giovanissima ma già mamma e moglie: un passo un po' controcorrente in questi tempi incerti...
«Innegabilmente vedo che il matrimonio, la famiglia, spaventano. Ma io sono stata fortunata nel trovare l'altra metà della mela e a mettere al mondo la mia meravigliosa bambina. Ho dovuto certamente rinunciare a qualcosa dal punto di vista lavorativo, ma credo che siano proprio quelle affettive le soddisfazioni più grandi, quelle che ti riempiono la via. E credo che siano quelle che ti danno almeno il 90% delle realizzazione. È facile pensare che è affermato il top manager, quello che nel lavoro ha saputo farsi valere».

Come ti descrivi?
«Posso dire di essere una donna fortunata, felice, innamorata dalla vita. Ma è anche vero che la vita ama me».

Come ti vedi tra dieci anni?
«Spero sempre mamma e moglie felice, magari con altri figli e innamorata della mia città; per me difenderla è una vera missione».

Ti hanno mai messo il bavaglio?
«Ti assicuro che non è facile farmi tacere».

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