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Intervista a Marta Perego   Tutte le interviste tutte le interviste
Marta PeregoTelegiornaliste anno VIII N. 28 (330) del 16 luglio 2012

Marta Perego: i libri? Una passione e una professione
di Ilaria Sicchirollo

In Italia si legge pochissimo, ma non è impossibile parlare di cultura. Lo fa, con successo, Marta Perego che nel suo programma Ti racconto un libro (con Christian Mascheroni, su Iris) intervista autori e realizza servizi sul mondo letterario. E oggi ci consiglia qualche lettura per l’estate.

Quando è scoppiata la passione per la lettura?
«Appena ho imparato a leggere ho iniziato ad avere libri in mano. È stato grazie a mia madre, grande lettrice che mi ha trasferito questa bella e grande passione. Il libro che ricordo con più affetto? Peter Pan».

È difficile parlare in tv di cultura e libri? Che tipo di pubblico hai?
«In tv si può - e si dovrebbe di più - parlare di libri. Cerco di farlo trasferendo la mia passione agli altri, scegliendo con cura gli autori da intervistare, leggendo i libri e cercando di fare interviste che possano interessare sia i grandi lettori sia chi non legge o chi legge poco. Il pubblico della mia trasmissione su Iris Mediaset, “Ti racconto un libro” ( che curo e conduco con Christian Mascheroni) è molto variegato. Adulti, ma anche tanti giovani che poi contattano me e Christian su Facebook e Twitter, chiedendoci consigli, retroscena, curiosità. Magari non è vastissimo, ma è un pubblico molto attivo».

Qual è stato l'autore che hai preferito intervistare?
«Ah! Tanti. Dai miei miti, come Jonathan Safran Foer e Nick Hornby (con cui mi sono divertita e anche un po’ imbarazzata), fino a Bret Easton Ellis (che è simpaticissimo, mi ha raccontato che lui ogni mattina quando si alza googla il suo nome per vedere cosa è successo), Joe Lansdale (un thrillerista texano tutto d’un pezzo), Cathleen Schine e Michael Connelly. E poi gli italiani: Claudio Magris, che ti affascina e colpisce con le sue parole e la sua umanità, Michela Murgia, che amo sempre rincontrare, e tanti scrittori giovani. Ho visto nascere il fenomeno Paolo Giordano, ho incontrato Silvia Avallone quando ancora era una sconosciuta poetessa di Biella. Insomma, sono successe tante cose in questi cinque anni di trasmissione!».

Quanto si legge in Italia?
«In Italia si legge poco. Poco meno della metà degli italiani (circa il 47% se non erro secondo l’Istat) legge almeno un libro all’anno. Figuratevi che il 2012 si è aperto con una notizia devastante: secondo l’Istat rispetto al 2011 il numero dei lettori è diminuito di 700 000 unità. Insomma, una situazione difficile, ecco perché è importante parlare di libri in tv!»

Cosa pensi degli e-book? Come cambieranno le nostre vite con la diffusione dei tablet?
«Io ho un Kindle (quello touch). E mi serve molto per lavoro (leggo i libri in bozze, non vado più in giro per l’Italia con mille valigie pesantissime...) però continuo ad amare il libro tradizionale. Ho ancora bisogno di un rapporto tattile con i libri, sui libri io lavoro, sottolineo, segno. Negli USA gli ebook stanno già cambiando le vite dei lettori, occupano circa il 30% del mercato libraio. Da noi si arriva a poco più dell’1%. Il problema non è tanto una questione di supporto, i libri rimangono libri sia in carta sia in digitale. Bisognerà capire quanto e se il digitale cambierà il modo di scrivere i libri. Mi aspetto tra qualche anno (qualche esempio c’è già stato in realtà, per esempio con Harry Potter) libri diversi, multimediali. È una rivoluzione grossa, che sicuramente cambierà molte cose. E i grandi mutamenti si vedranno quando i bambini studieranno sui tablet e non sui libri come noi...».

I tuoi tre libri preferiti di sempre?
«Posso dirti i tre libri che mi hanno colpita di più in questo ultimo anno di letture
1. La grande casa di Nicole Krauss
2. Libertà di Jonathan Franzen
3. Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan
Tra i miei preferiti di sempre: “Domani nella battaglia pensa a me” di Javier Marias e “Un amore” di Buzzati».

Un consiglio per i lettori: qualche titolo da portare sotto l'ombrellone quest'estate?
«Consiglio tre libri diversi tra loro. Se volete un thriller vero, corposo, denso e pieno di colpi di scena, “Tu sei il male” di Roberto Costantini. Ti lascia senza fiato, dopo 600 pagine da montagne russe. Per chi ha amato Stieg Larsson.
Un giallo un po’ più per donne, “La vicina” di Lisa Gardner. Ogni personaggio nasconde un segreto, dietro una facciata sorridente e perbene. Un romanzo che ruota attorno a una domanda: quanto è difficile liberarsi dal proprio passato? Un giallo che si legge tutto d’un fiato e dove il colpevole non è per forza il cattivo
Una raccolta di racconti da gustare tra un bagno e l’altro con in mezzo molti sorrisi , “La notte in cui morirono gli autobus” di una delle voci più irriverenti e divertenti della letteratura israeliana contemporanea Etgar Keret. Fa davvero tanto ridere e pensare, consigliatissimo!».

Marta Perego scrittrice? Hai progetti al riguardo?
«Amo molto scrivere. Virginia Woolf in “Una stanza tutta per sé” sosteneva che se leggi molto è naturale che ti venga la voglia di scrivere, a un certo punto. Per il momento leggo, molto e con passione e sfogo la mia voglia di raccontare in rubriche come hounlibrointesta.glamour.it/category/incontri-ravvicinati-del-tipo-scrittore-famoso dove racconto i miei incontri con gli scrittori, sul mio blog (www.martaperego.wordpress.com) e su Grazia.it
Ma per il futuro non pongo limiti».

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