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Intervista a Michela Andreozzi e Federica Gentile   Tutte le interviste tutte le interviste
Michela Andreozzi Federica Gentile Brave RagazzeTelegiornaliste anno VI N. 38 (255) del 15 novembre 2010

Federica e Michela, le brave ragazze di Radio 2
di Giuseppe Bosso

Incontriamo questa settimana Federica Gentile (da noi già intervistata in passato) e Michela Andreozzi, affiatate conduttrici del programma di Radiodue Brave ragazze, in onda il sabato alle 21.

Come è nata la vostra unione?
Michela: «Federica mi ha ‘rimorchiata’».
Federica: «Sì. Io e lei ci conoscevamo da tempo lavorando, sia pure in ambiti diversi, anche in campo musicale. Quando ho proposto il format a Radiodue e si è trattato di scegliermi una partner, non ho avuto dubbi: era lei!».

C’è ancora posto per le brave ragazze, oggi?
Federica: «Le brave ragazze di cui parliamo nel programma sono tutto e l’opposto di tutto, l’ironico e il serioso. Sono loro che porteranno avanti il mondo, nel bene e nel male».
Michela: «In realtà il titolo del programma rappresenta proprio l’ironia che vogliamo esprimere; è difficile essere brave ragazze nel senso tradizionale del termine, in questo mondo in cui devi tenere gli occhi aperti e difenderti da tutti…».

Un aggettivo per descrivere la vostra partner?
Federica: «Uno solo? Impossibile per un vulcano come Michela, ma se proprio devo scegliere, direi che è soprattutto istrionica».
Michela: «Tosta!».

Se doveste sostituirla con uomo?
Federica: «Impossibile anche questo. Non cambierei Michela con nessun’altro, anche se forse, George Clooney... (scoppia a ridere, ndr)
Michela: «Luca Argentero, anche muto. L’estetica ha la sua importanza (ride, ndr)».

Federica, ti vediamo anche a X Factor. Secondo te è una vera fucina di talenti o una fiera delle illusioni?
«I talent show sono importanti perché fanno capire al pubblico il lavoro e il sacrificio che c’è dietro il percorso che questi ragazzi hanno provato per mettere a frutto le loro potenzialità e farsi conoscere».

Michela, tanti attori, da Sarah Maestri ad Eleonora Giorgi, hanno provato con successo la strada radiofonica: è un completamento della formazione artistica?
«No, è un’esperienza, un modo di esprimersi che, contrariamente al cinema e alla fiction, ci permette di metterci alla prova personalmente, senza seguire un copione».

L’ospite che più vi ha colpito?
Federica: «Ce ne sono stati tanti, sia quelli occasionali che quelli che hanno occupato spazi nel programma. Ma ricordo bene Margherita Hack».
Michela: «Barbara Alberti, una donna intellettuale che però ha saputo mantenersi vitale e con i piedi per terra, senza doversi camuffare da uomo».

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