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Archivio Telegiornaliste anno XXI N. 30 (809) del 19 novembre 2025

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TGISTE
Ilaria La Mura, i Riflessi di due anime
di Giuseppe Bosso

Incontriamo nuovamente con molto piacere Ilaria La Mura, giornalista e psicologa, ormai affermato volto televisivo, ma non solo.

Bentrovata Ilaria, quasi tre anni fa ci eravamo lasciati alla fine della prima stagione di Riflessi su Prima Tivvù. Oggi invece alla conduzione di un format ormai consolidato affianchi ospitate a Canale 122 alle trasmissioni Incidente Probatorio e Psiche Criminale: com'è iniziata questa nuova avventura?
«Mi è stata data la possibilità di prendere parte a questa esperienza che mi dà la possibilità di mostrarmi anche come psicologa oltre che come giornalista».

Come coesistono queste due visuali che ti caratterizzano?
«Coniugarle è una soddisfazione. Dal lato divulgativo che è oltre le interviste e le ospitate, sono io che spero di trasmettere valide informazioni al pubblico, o almeno in questo senso mi impegno al massimo».

Purtroppo gli episodi di violenza, soprattutto verso i soggetti fragili, sono ormai all'ordine del giorno: banale dirlo ma credi ci sia una cura o dobbiamo in qualche modo affidarci alla filosofia di Zerocalcare per cui “questo mondo non ci renderà cattivi”?
«Secondo te questo mondo ci rende cattivi? Ci stiamo allontanando sempre più da noi stessi, e questo significa andare alla ricerca di qualcosa, sentendoci anche persi, arrabbiati. La vera sfida di oggi è cercare di ritrovare la nostra spiritualità, una direzione che ci porti a riscoprire valori più veri, nella speranza di cambiare le cose e aiutare i più fragili anche con una parola gentile».

Un'eccessiva esposizione mediatica di queste tragedie non rischia di essere in qualche modo una sorta di 'incentivo'? Ti chiedo sia una risposta da psicologa che da operatrice della comunicazione.
«Sì può essere davvero così, purtroppo l'essere umano in qualche modo è attratto da questo spettacolo, quello che gli antichi Romani definivano 'gusto dell'orrido'. Sono le regole dell'audience che finiscono per premiare questi 'carnefici', le regole del consumismo».

Quale approccio segui nell'affrontare tematiche così dolorose?
«Studio questi casi che mi rattristano, mi coinvolgono emotivamente. Cerco di parlarne con il rispetto dovuto alle famiglie che hanno subito queste tragedie».

Ripensando alla nostra prima intervista, quando ci stavamo a poco a poco lasciando alle spalle il periodo del lockdown in cui, se ricordi, era un continuo dire 'andrà tutto bene', 'ne usciremo migliori', possiamo dire che è stata un'occasione persa, guardando al mondo di oggi con tutte le sue problematiche?
«Hai ragione, purtroppo. Potevamo migliorare e cogliere l'occasione di guardarci dentro, costruire relazioni più forti con i nostri cari, e non l'abbiamo colta».

Come si è evoluto Riflessi in questi anni?
«Siamo alla quarta stagione, adesso è cambiata la linea editoriale, mi occuperò soprattutto del mondo delle donne. Ho avuto ascolti altissimi, visualizzazioni, e non posso che sentirmi soddisfatta. Ma si deve puntare sempre al miglioramento, e per questo stiamo cercando di dare spazio alle donne non con superficialità ma cercando di essere di ispirazione anche attraverso puntate in cui parleremo di make up o daremo consigli di moda (che in ogni caso rappresentano importanti settori della nostra economia, dietro quel lato apparentemente di intrattenimento fine a se stesso, non è tanto l'apparire quanto l'essere). Prendersi cura della propria immagine può essere terapeutico, dietro un trucco, la scelta accurata di un abito, c'è una donna che cerca di amarsi, valorizzarsi e raccontarsi. Nel programma dò spazio a donne di successo anche a donne che hanno superato sofferenze e momenti difficili per far capire agli spettatori che la vita può darci molto anche attraverso la resistenza, il saper uscire fuori dalle difficoltà».

Quali sono gli ospiti che più ti hanno colpita in questi anni, in cui hai spaziato davvero tra infinite personalità? Chi ha lasciato il messaggio più impattante?
«Tutti a modo loro hanno lasciato qualcosa di importante. Questa è una domanda piuttosto che dovresti fare a chi ci ha seguito, chi ha trovato ispirazione. Ultimamente mi è capitato di ospitare un'attrice che dopo una lunga esperienza da interprete di film hard sta cercando di uscire da quella maschera, con una grande forza di volontà di voler andare oltre quell'apparenza».

L'uso dei social ormai è essenziale per chi come te fa un lavoro in cui è fondamentale l'esposizione al pubblico, ma che oggi stanno diventando qualcosa di potenzialmente 'minaccioso' se pensiamo al dibattito sull'intelligenza artificiale. Qual è il tuo punto di vista?
«L'intelligenza artificiale per me è un ottimo supporto che andrebbe incrementato, non la vivo come una deriva per l'essere umano, ma è sempre l'utilizzo che ne fanno le persone a fare la differenza, e negli ultimi tempi mi è capitato proprio di assistere a dei veri e propri 'orrori'. Usata come ausilio è una cosa utile, purché non faccia perdere all'essere umano il senso della ragione».

Siamo alla nostra terza intervista in cinque anni: com'è cambiata la vita di Ilaria La Mura in questo lustro?
«Sicuramente sono cambiata io nei miei obiettivi, le mie aspirazioni; cerco con maggior desiderio la spiritualità dopo essermi accorta di avere in qualche modo corso a lungo come un criceto nella ruota».
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TUTTO TV
Adele Perna. Panico della diretta? No, grazie
di Giuseppe Bosso

Incontriamo Adele Perna, attrice e volto di Canale 122.

Benvenuta su Telegiornaliste, Adele. Com'è arrivata a Canale 122?
«Sono arrivata al canale 122 tramite provino, ho saputo da alcuni interni che cercavano una nuova conduttrice e mi sono presentata a fare il provino, dopo qualche giorno mi hanno contattato perché era andato molto bene, e ho iniziato Psiche Criminale con Francesco Acchiardi».

Come si inserisce questo lavoro in qualche modo giornalistico nel suo percorso formativo in cui si è caratterizzata anzitutto come interprete?
«Ho lavorato come reporter nella divulgazione scientifica per molto tempo, dal 2013, intervistando per l'ASRM diversi professionisti in tutto il mondo... direi che si inserisce piuttosto bene, e la formazione attoriale mi dà modo di gestire il "panico della diretta"». 

Parlare di argomenti così delicati come gli eclatanti casi di cronaca che abbiamo vissuto e che sono l'argomento centrale di buona parte delle sue trasmissioni cosa le ha comportato dal punto di vista emotivo, pensando soprattutto alle vittime e ai loro cari?
«Non è facile affrontare temi del genere e restare indifferente, certamente mi dà modo di confrontarmi con una realtà difficile, figlia dei nostri tempi»

Non pensa che si dia troppo spazio a queste vicende da parte dei vari mezzi di comunicazione?
«Credo che l'informazione sia necessaria, quello che non amo particolarmente è la spettacolarizzazione del dolore... e noi, nel nostro programma la evitiamo fortemente»

Ha definitivamente accantonato la recitazione per un percorso improntato su un lavoro televisivo di tipo divulgativo?
«Assolutamente no, le due cose coesistono e possono coesistere perfettamente: ho in uscita per fine gennaio un film che è stato presentato alla festa del cinema di Roma, dove ho un ruolo capillare: La terza volta, di Gianni Aureli, e continuo a leggere copioni, certo non potrei partire per una tournè teatrale domani, ma la fiction, il cinema e i commercial non li escludo assolutamente».

Quali sono i suoi prossimi impegni?
«Abbiamo aperto diversi argomenti con la direzione, oltre a Psiche Criminale arriveranno presto altre produzioni di cui per il momento non posso parlare ma che saranno presto pubblicizzate. Incrocio le dita».
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DONNE
So cosa vuoi, romanzo di Jlenia Casellato
di Silvestra Sorbera

Jlenia Casellato approda nel mondo letterario con la sua prima opera edita da Ciclope Lettore.

So cosa vuoi, questo il titolo del romanzo, racconta una passione travolgente, un delitto e dei segreti.

La protagonista si troverà al centro del moderno gioco delle parti. Sarà sempre vincente?

L'autrice, con una penna sagace, racconta senza mezzi termini le vite dei protagonisti senza dimenticare anche quelli che vengono solitamente denominati "gli ultimi".

La protagonista è proprio una di questi ultimi, di questi emarginati sociali che però trova una nuova via ma il suo passato ingombrante si farà di nuovo sentire.
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Telegiornaliste: settimanale di critica televisiva e informazione - registrazione Tribunale di Modena n. 1741 del 08/04/2005
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