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Ilaria Cuomo Ilaria Cuomo, passione granata
di Giuseppe Bosso

Abbiamo il piacere di incontrare Ilaria Cuomo, giornalista salernitana che sull'emittente Otto Channel conduce la trasmissione Off Side Salernitana.

Benvenuta su Telegiornaliste, Ilaria. Anzitutto: crede ancora nella salvezza della Salernitana?
«Ciao! Grazie mille del suo invito. Assolutamente sì! La Salernitana non è una squadra da ultima in classifica e merita di restare in Serie A. È un patrimonio troppo importante da dovere tenere stretto. Come detto dal D.G. Walter Sabatini, le percentuali di salvezza di quest’anno sono del 3,5% e sono certa che, come ben due anni fa, la squadra granata riuscirà in questa nuova impresa».

Com’è nata la sua esperienza alla trasmissione Off Side Salernitana e finora qual è stato il momento che più le è rimasto impresso?
«Ho ricevuto la telefonata di un collega di grande spessore, nonché il giornalista di Otto Channel e Otto Pagine Salerno, Giovanbattista Lanzilli, che mi ha chiamata per propormi questo incarico. Aveva pensato a me e io mi sono sentita onorata, vista la stima che ho per lui. Inoltre, da un punto di vista lavorativo, mancavo da un po’ di anni a Salerno, poiché ero divisa tra Milano e Roma, e la sua proposta mi ha reso molto felice perché amo la mia terra. Il momento che mi è rimasto impresso fino a ora sono stati i primi minuti della prima puntata del programma. Non facevo televisione da un po’ ed è stato emozionante sentire di nuovo le farfalle nello stomaco e l’adrenalina a mille».

Si è trovata per caso o per passione ad occuparsi di calcio, dando ormai per superati gli stereotipi anacronistici della presenza femminile in una trasmissione sportiva come spalla del conduttore maschio ma vera e propria protagonista?
«In realtà la conduzione di un programma sportivo è stato il mio primo lavoro. Ho iniziato ben quindici anni fa, circa. Ero in una emittente diversa da quella con cui collaboro adesso, ed ebbi l’opportunità di parlare di calcio, nella fattispecie proprio della Salernitana. È stata un’esperienza molto costruttiva che mi ha indirizzata al mondo del giornalismo. Infatti, fu proprio in quegli anni che decisi di aprire la pratica per il tesserino da pubblicista. Il mondo del calcio, comunque, ha sempre orbitato attorno a me, essendo cresciuta in una famiglia di grandi tifosi della squadra granata. Inoltre, ho passato la mia infanzia all’oratorio salesiano di Salerno e lì, ai miei tempi, avevi due scelte: o giocare a pallavolo o a calcio. Visto che nella prima ero e sono tutt’ora una vera schiappa, mi sono sempre divertita con i miei amichetti a tirare calci a un pallone. Piccola curiosità: con una squadra tutta al femminile, ho vinto il torneo di calcio provinciale a cui parteciparono tutte le scuole primarie di Salerno. Ricoprivo il ruolo di seconda punta e non ero affatto male. È stata una bella soddisfazione salire sul podio e alzare la coppa dei vincitori al cielo».

Come molte giornaliste salernitane che abbiamo avuto il piacere di intervistare anche lei è transitata per i microfoni della storica emittente radiofonica Radio Castelluccio RCS 75: quanto è stata importante questa parentesi nel suo percorso giornalistico?
«Consiglierei a tutti, anche a chi non è del settore, poter vantare nella propria vita un’esperienza radiofonica. La radio è “libertà disciplinata”. Lo so, è un ossimoro, ma per me è stata proprio così. Grazie a essa, infatti, ho potuto al meglio indirizzare, nel modo e nella forma, la mia personalità e professionalità a tutti gli ascoltatori. A onor del vero, però, la mia prima esperienza radiofonica, che risale a quasi 12 anni fa, è stata nella storica radio salernitana Radio Bussola 24 che mi ha dato la possibilità di, non solo carpire le basi del mondo radiofonico, ma anche di diventare giornalista e iscrivermi all’ordine professionale. Successivamente, come si è fatta menzione nella domanda, RCS 75 è stata molto importante per me poiché mi ha dato l’opportunità, tra le altre, di portare in onda Aperitivo con Gina, un programma ideato, scritto e condotto da me, dove, attraverso il susseguirsi di ospiti anche controversi, ho avuto la possibilità di approfondire tematiche sociali delicate, a cui tengo particolarmente, come quelle del gender gap, dell’omosessualità e tante altre, il tutto in chiave satirica e sferzante. Non solo, RCS75 mi ha aperto le porte di Casa Sanremo dove, nel 2022, ho ricoperto il ruolo di vice-direttore della radio dell’hospitality a due passi dal celebre teatro Ariston della città dei fiori».

Non solo giornalista, ma anche pr, ufficio stampa e altre attività: una vita così impegnativa le ha comportato molte rinunce sul versante privato?
«Confucio diceva scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita. Per quanto questa dichiarazione sia diventata assai banale, perché utilizzata spesso a sproposito, credo che racchiuda una grande verità. Il mio lavoro, i diversi ruoli professionali che ricopro e che ho ricoperto in passato, non hanno mai comportato delle rinunce sul versante privato perché ho potuto contare sempre del supporto della mia famiglia e dello sprono del mio compagno e dei miei amici. Ciò mi ha permesso di non percepire mai come sacrificio alcune mie assenze lato familiare/sentimentale/amicale perché sono sempre stata anche molto attenta al mio work life balance, così da avere un giusto equilibrio tra lavoro e vita privata. Per me è importante che entrambe si bilancino perfettamente perché dalla soddisfazione di una dipende l’appagamento dell’altra e viceversa».

Le sta stretto il contesto della tv locale o avverte maggiormente il filo diretto con la cittadinanza (e la tifoseria) salernitana come una gratificazione maggiore rispetto ad essere uno dei tanti volti di un grosso network?
«Alla domanda precedente citava i diversi ruoli che ricopro per alcune realtà aziendali che mi permettono di lavorare a respiro nazionale, in questa ottica il contesto della Tv regionale, come quello di Otto Channel, rappresenta per me una perfetta comfort zone dove ho l’onore di avere un filo diretto con la meravigliosa piazza salernitana. In realtà io sono una persona molto territoriale e la possibilità di lavorare con e per i miei conterranei mi rende felice e mi diverte molto. Abbiamo un nostro linguaggio, i nostri modi di dire e fare, il nostro carisma e la nostra comicità. Per me è casa».

Dove si vede tra dieci anni?
«Ho tante ambizioni, aspettative e desideri. Ho sentito dire in giro, però, che non vanno svelati ai quattro venti. Che ne pensa se ci incontrassimo tra una decade per aggiornarci e fare il punto della situazione?».

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