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Telegiornaliste anno XXII N. 1 (812) del 14 gennaio 2026
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Sabrina
Bertolani, passione interviste
di Giuseppe Bosso
Abbiamo il piacere di iniziare il nuovo anno con una giornalista che ormai è
un'affezionata amica della nostra testata,
Sabrina Bertolani, per parlare degli ottimi risultati che negli
anni ha conseguito grazie alla sua 'creatura'.
Bentrovata, Sabrina. Come si è sviluppato in questi anni il format
Sabadvance
e quali riscontri, anche in termini di seguito, hai conseguito?
«Sabadvance è nato per caso. All’inizio era un blog di consigli e, nel
tempo, si è evoluto fino a diventare un vero e proprio magazine con rubriche
fisse: interviste, cucina, consigli di salute attraverso le erbe, moda,
libri e un aiuto concreto agli amici a quattro zampe. Tutto questo è stato
realizzato anche con l’aiuto di alcune amiche – mi piace definirle così –
che curano alcune rubriche. Negli ultimi anni Sabadvance ha ospitato le
interviste a molti personaggi famosi che hanno arricchito il magazine.
Questo è uno degli elementi che ha permesso di raggiungere risultati
inimmaginabili: nel 2025 ci avviciniamo alle 700.000 visualizzazioni. Lo
scorso anno è stato anche quello della nascita del sito
Sabadvance.it,
finalmente! Tutto questo grazie all’amico Stefano Andrello, che è riuscito a
mettere in pratica la mia idea di un sito semplice, in cui trovare gli
argomenti trattati in modo veloce e pratico. Un sogno che si è realizzato!».
Tra i tanti personaggi che hai avuto modo di intervistare, c’è qualcuno
che ti è rimasto particolarmente impresso?
«Tutte le interviste hanno un significato importante per me e tutte mi hanno
lasciato qualcosa. Intervistare miti dello sport, grandi attrici e attori,
personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura è davvero emozionante,
così come lo è intervistare qualcuno di meno famoso ma con tanto da
raccontare. Io amo intervistare: lo faccio con passione e impegno. Con
alcune persone ho mantenuto i contatti: ci sentiamo, collaboriamo, vado a
seguirle nei loro spettacoli. Qualcuno o qualcuna in particolare? Chi
affronta le difficoltà della vita con il sorriso e i campioni e le
campionesse paralimpiche, per il loro impegno, i risultati e la loro
grandissima umanità».
Guardando indietro alle origini del format, le tue aspettative si sono
realizzate?
«Come già detto, è nato come blog di consigli e negli anni si è strutturato
con rubriche periodiche e quattro uscite settimanali. Non avevo aspettative
particolari, ma pian piano ci ho creduto e l’ho sviluppato fino ad arrivare
al web magazine di oggi, che potrebbe anche evolversi ulteriormente domani…
vedremo».
Ci sono argomenti o personaggi che, dai riscontri che hai verificato,
hanno suscitato maggiore interesse nel pubblico che ti segue?
«Vedo che tutti gli argomenti sono seguiti, perché il pubblico è variegato e
ha interessi diversi: c’è chi segue la cucina e prova le nostre ricette, chi
si interessa ai libri che pubblichiamo, chi cerca di aiutare i nostri amici
cani e gatti a trovare una casa, poi la moda e le erbe per i consigli sulla
vita e sulla salute. Sicuramente, però, le interviste – le mie e quelle
della giornalista
Valentina Cristiani, che collabora con Sabadvance – la fanno da
padrone. I personaggi famosi piacciono anche perché si raccontano con
semplicità, senza gossip, ma attraverso le loro storie, la loro vita e il
loro lavoro. Questo, penso, sia la marcia in più che permette di ottenere
interviste che pensavo irraggiungibili».
Scegli tu i personaggi da intervistare o sei aperta anche a suggerimenti
e proposte?
«Li scelgo io. Chiedo direttamente oppure tramite i miei “ganci”. C’è anche
chi si propone e mi contatta, oppure sono le agenzie di promozione a farlo:
in quel caso valuto se il tutto rientra nel mood di Sabadvance».
Sabrina, giunta a questo momento della tua vita, sei più portata a
guardare avanti alle prospettive che ti si presenteranno o ci sono momenti
in cui ti fermi a guardare indietro?
«Quella che sono oggi è sicuramente grazie a quella che sono stata, con
tanto lavoro e sacrificio. Le prospettive e le idee per il futuro, però, non
mancano. Bisogna quindi guardare avanti e cercare di realizzare nuovi
progetti, creare nuove prospettive, perché nessuno regala niente».
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Beatrice
Maria Merolla, io e la cronaca nera
di Giuseppe Bosso
Incontriamo Beatrice Maria Merolla, uno dei volti di
Canale 122, dove conduce il format
Incidente Probatorio.
Benvenuta sulle nostre pagine. Com'è iniziata la sua
esperienza a Canale 122?
«In maniera del tutto casuale. L'emittente era alla ricerca
di nuovi conduttori, nuovi autori; mi sono proposta ed è
stato amore a prima vista».
Lei e la cronaca nera. Amore a prima vista o scoperta per
caso?
«La passione nasce grazie a mia madre con cui fin da bambina
seguivo ogni mercoledì Chi l'ha visto?, una
trasmissione che al tempo stesso mi spaventava e mi
attirava. Crescendo, anche grazie a Stefano Nazzi che per i
podcast del format Indagini mi ha ha istruita su
tantissimi casi, facendomi appassionare intorno a tutte le
vicende non solo relativamente al lato investigativo ma
anche agli aspetti legati al dolore di chi resta, i
familiari e le persone che sono vittime di queste vicende.
Dietro ogni caso di cronaca c'è una persona, questa
fascinazione per la cronaca nera lo fa spesso dimenticare».
Quali sono le storie, oscure e tragiche, che più le sono
rimaste impresse tra quelle che ha avuto modo di raccontare?
«Per Incidente Probatorio soprattuttto i casi delle
giovanissime donne che hanno peso la vita, come Ilaria Sula,
che ho nel cuore, Michelle Causo o Pamela Mastropietro. Tre
giovanissime vite spezzate in modo brutale e senza senso».
Non pensa che format come questi siano ormai inflazionati
sui network?
«Ultimamente c'è stato un cambio di rotta da parte dei
grandi canali, che al pomeriggio dalla leggerezza sono
passati all'approfondimento. Noi cerchiamo di farlo
attraverso il contraddittorio mantenendo massimo rispetto
per le persone, mi auguro che in questo sapremo
distinguierci».
Trattare questi argomenti ha cambiato qualcosa nel suo
modo di percepire le persone?
«Sì. Non torno mai a casa tranquilla (sorride, ndr) perché
capisco di raccontare cose che possono capitare a chiunque.
E poi non dico più guardinga, ma stare a contatto con storie
come queste non riesco ad affrontarle con leggerezza».
In futuro si vede a lungo in questo tipo di format?
«Non metto mai limiti alla provvidenza. Ma sto facendo
qualcosa che sento molto nel mio e spero di continuare
ancora a lungo».
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Ricordando
Agatha Christie
di Silvestra Sorbera
Inizia il nuovo anno e il mese di gennaio ci porta alla
memoria il cinquantesimo anniversario di morte della
grande scrittrice di gialli Agatha Christie.
Tra i personaggi più iconici generati dalla sua penna ricordiamo
sicuramente Hercule Poirot, è diventato nel tempo cult
senza tempo amato da grandi e piccoli.
Poirot è un investigatore belga che viaggia spesso e
incontra nel suo cammino una serie di personaggi particolari.
Tra i libri più famosi della scrittrice che lo vedono
protagonista ricordiamo Assassinio sull'Orient Express,
ambientato sul leggendario treno delle spie e degli
avventurieri internazionali che occupa un posto importante
nell'immaginario collettivo degli appassionati di
letteratura poliziesca, in buona parte proprio grazie alla
regina del giallo Agatha Christie e alla sua creatura,
l'impareggiabile Poirot.
In quella che rimane probabilmente la più celebre delle
sue imprese l'investigatore belga, salito a bordo di un
vagone di prima classe partito da Istanbul e diretto a
Calais, è costretto a occuparsi di un efferato delitto
in un romanzo pubblicato nel 1934. |
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