
Telegiornaliste
anno XXII N. 6 (817) del 18 febbraio 2026
Romina
Parisi, Tifo Azzurro e non solo
di
Giuseppe Bosso
Dagli inizi in passarella alla conduzione del fortunato
programma calcistico
Tifo Azzurro, programma sportivo ideato da
Max Boscia in onda su Tele A. Incontriamo Romina Parisi.
Benvenuta su Telegiornaliste, Romina. Anzitutto come si è
svolto il tuo percorso artistico che ti ha portato oggi a
essere volto del programma sportivo Tifo Azzurro?
«Il mio percorso è iniziato nel mondo della moda: dopo il
diploma ho frequentato l’Accademia della Moda di Napoli e ho
lavorato come modella tra Milano e Firenze. È stata
un’esperienza bellissima, ma a un certo punto ho capito che
volevo qualcosa che mi rappresentasse di più a livello
comunicativo. L’incontro con la televisione è arrivato quasi
naturalmente: ho iniziato con programmi di moda su Tele A,
poi sono passata alla radio e ai talk sportivi. Da lì il
passo verso il calcio è stato graduale ma decisivo. Oggi
Tifo Azzurro è il risultato di anni di esperienza,
crescita e tanta passione per la conduzione».
Tu e il calcio, un incontro nato per caso o passione
coltivata negli anni?
«Direi un incontro nato per opportunità… e diventato
passione nel tempo. All’inizio mi sono avvicinata al calcio
grazie a una proposta professionale, ma lavorando in questo
ambiente ho imparato ad apprezzarne le dinamiche, l’energia,
il coinvolgimento emotivo. Il calcio a Napoli poi non è solo
sport: è identità, appartenenza, cultura popolare. È
impossibile restarne indifferenti».
Tante sono le trasmissioni dedicate al Napoli: in cosa
cercate di diversificarvi dalla 'concorrenza', per così
dire?
«Credo che la nostra forza sia il tono.
Tifo Azzurro
è sì un talk sportivo, ma punta molto sull’equilibrio e sul
rispetto del contraddittorio. In studio ci sono opinioni
diverse, anche accese, ma mai sopra le righe. Cerchiamo di
mantenere un confronto civile, mai urlato. In più, nel tempo
abbiamo dato spazio anche a momenti di approfondimento
legati alla città, alla cultura e ad altri aspetti che
ruotano intorno al mondo Napoli. È un contenitore che parla
di calcio, ma non solo».
Qual è stato il momento sportivo che hai vissuto con
maggiore coinvolgimento, anche se la risposta potrebbe
apparire scontata.
«Probabilmente sì, la risposta è lo Scudetto. Viverlo da
conduttrice, oltre che da tifosa, è stato qualcosa di
straordinario. Sentire l’entusiasmo della città, raccontarlo
in diretta, respirare quell’emozione collettiva… è stato un
privilegio. In quei momenti capisci davvero quanto il calcio
possa unire».
Ti senti in qualche modo anche tu punto di riferimento
per i passionali e appassionati tifosi-spettatori?
«Mi sento soprattutto una presenza familiare. Entrare ogni
settimana nelle case delle persone crea un legame speciale.
Se per qualcuno rappresento un punto di riferimento, mi
rende orgogliosa. Ma vivo questo ruolo con grande senso di
responsabilità e umiltà: il pubblico va rispettato sempre».
Giunta a questo momento della tua vita quali sono le tue
aspettative o sei più orientata a vivere e godere l'oggi?
«Sono una persona ambiziosa, quindi ho sempre obiettivi e
progetti in mente. Però con il tempo ho imparato anche a
godermi il presente. Costruire è importante, ma lo è
altrettanto vivere bene ciò che si è raggiunto. Oggi cerco
un equilibrio: continuare a crescere professionalmente senza
perdere il piacere dell’oggi. Perché alla fine è lì che
accadono le cose più belle».