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Cronaca in rosa
Il punto di vista femminile sull’attualità

Non pensate a sesso unico! di Federica Santoro

Organizzare le aziende in maniera che diano più spazio alle donne, alla loro creatività e al loro dinamismo, per creare una società moderna e paritaria. Questo è l’obiettivo del progetto "Laboratorio di pari opportunità: pratiche per il superamento degli stereotipi", promosso da Arcidonna con la campagna di comunicazione Non pensare a sesso unico.

Un progetto della Sicilia che parte dalle scuole - dove sono già iniziati i primi incontri per sensibilizzare i ragazzi - per diffondere la cultura di genere, rimuovere gli stereotipi e promuovere la presenza delle donne nei processi decisionali. Seconda area d’intervento sarà quella del mondo del lavoro, dove ancora sopravvivono dinamiche che tendono a emarginare e sottovalutare il ruolo della donna: attraverso la creazione di sportelli infopoint all’interno di aziende private e pubbliche, si cercherà di favorire l’incontro tra manager e mondo femminile. Arcidonna ritiene un obiettivo strategico, soprattutto in Sicilia, intaccare un’organizzazione aziendale che tiene le donne fuori da qualsiasi processo di condivisione di responsabilità - e quindi di potere - penalizzando lo sviluppo della società tutta.

La realizzazione del progetto, che durerà fino al 31 dicembre 2008, e cioè solo sei dei dodici mesi inizialmente previsti, è stata possibile grazie ai fondi di Equal seconda fase, un programma europeo diretto a combattere gli stereotipi di genere ancora radicati soprattutto nel mondo del lavoro. Dietro a tutto questo, però, si nasconde un giallo burocratico che ha costretto Arcidonna a partire con la realizzazione del programma senza i finanziamenti necessari: i fondi stanziati dalla regione Sicilia dal 2000 al 2006 per gli interventi sul tema della parità avevano escluso senza alcuna motivazione la Onlus che da vent'anni si occupa di politiche di genere, a vantaggio di tre enti sconosciuti.

Dopo il ricorso al Tar, che ha condannato l’Assessorato della Regione e annullato la graduatoria restituendo ad Arcidonna il diritto al finanziamento, anche una commissione d’inchiesta europea ha voluto vederci chiaro facendo tappa in Sicilia e incontrando la presidente di Arcidonna, Valeria Ajovalasit, che così replica: «Il sistema di erogazione non è trasparente e la Regione continua a fare ostruzionismo. Ci rivolgeremo anche alla Procura della Repubblica per abuso di potere se sarà necessario - continua - ma porteremo avanti fino in fondo la nostra battaglia».

La campagna Non pensare a sesso unico vuole spingere a riflettere, anche con un sorriso amaro, «sul perché nel Parlamento italiano la presenza di donne sia ancora oggi ferma al 17 per cento, dato che ci pone al 67esimo posto tra i parlamenti del mondo, preceduti persino dal Senegal e dagli Emirati Arabi. Oppure a chiedersi il motivo per cui ancora oggi, in Italia, sette milioni di donne in età lavorativa siano fuori dal mercato del lavoro».

Inoltre, con la collaborazione di Cgil e Confindustria, Arcidonna sperimenterà all’interno di alcune imprese siciliane pratiche di diversity management, già applicate nel resto d’Europa con ottimi risultati, per l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro e per migliorare le possibilità di carriera. Infine è prevista la sottoscrizione di un Codice di autoregolamentazione da parte di aziende e sindacati per rendere concrete le soluzioni che via via saranno sperimentate e che avranno permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati.

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