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Cronaca in rosa Il punto di vista femminile

Cronaca in rosa: il punto di vista femminileGiornalisti di gossip di Erica Savazzi

Cerco di ricordarmi perché ho voluto fortemente diventare giornalista. La risposta è quasi banale: per raccontare, per scrivere, per guardare la realtà e farla arrivare a chi non la può vedere di persona. Credevo che scrivere e parlare delle cose sarebbe servito anche a migliorarle. Visione infantile e semplicistica? Certo, però l’idealismo ci vuole, soprattutto all’inizio, quando il giornalismo è una vera e propria vocazione. Il difficile è riuscire a diventarlo davvero, un giornalista, e poi vivere della professione: oggi è praticamente impossibile.

Immagino che anche la maggior parte dei colleghi famosi, capaci, “arrivati”, abbiano iniziato con questo slancio ideale. Ma mi chiedo dove sia finito. Perso nel tran-tran di chiudere le edizioni dei tg e di riempire quei due minuti rimasti vacanti con servizi sull’afa in cui si consiglia di bere molto e immagini di anziani al parco? Perso nelle “note politiche” dove nessuno fa domande, ma si raccolgono solo dichiarazioni, dove si montano insieme affermazioni e repliche, battute e ribattute, dove nulla si capisce – a volte nemmeno l’argomento è chiaro – e nulla si spiega?

Ci sono voluti giorni prima che qualcuno reagisse al silenzio del primo tg nazionale sull’inchiesta di Bari su un giro di ragazze che arriverebbe – secondo le dichiarazione delle testimoni - a casa del Premier. Silenzio interrotto da Augusto Minzolini, il direttore, per spiegare che aveva deciso di non parlarne perché si trattava solo di gossip (quindi di rilevanza pari alle notizie su Belen Rodriguez, per dire). Ovviamente solo dopo essere stato convocato per chiarimenti dal Paolo Garimberti, presidente Rai e innescando – giustamente – discussioni e reazioni.

E i giornalisti? Quelli che il telegiornale lo fanno? Dov’erano nei giorni scorsi? E i comitati di redazione, che sono intervenuti solo mercoledì 24? E l’Ordine, che non si è proprio sentito?
In una professione già agonizzante per il precariato, le leggi discutibili (vedi intercettazioni), il controllo politico, dove sono finiti i giornalisti?

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