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Intervista a Patrizio Longo   Tutte le interviste tutte le interviste
Patrizio LongoTelegiornaliste anno V N. 27 (198) del 13 luglio 2009

Le Distrazioni Sonore di Patrizio Longo
di Valeria Scotti

I concetti fondamentali della sua biografia? Giornalista freelance. Appassionato e cultore di musica alla ricerca di “nuove” sonorità. Collezionista di vinili. Patrizio Longo, nato a Lecce nel 1972, è l’autore del format radiofonico Extranet trasmesso da alcune radio dell’FM italiana e in internet attraverso Musicgel. In rete è il papà di Distrazioni Sonore.

Ci racconta il suo percorso professionale ed emozionale con la radio?
«Sono stato affascinato dalla magia che trasmetteva la radio fin da giovane, quando ancora si parlava di vinile ed io acquistavo i 45 giri degli Artisti che passavano le radio locali. Ad un tratto nella mia vita ho voluto essere "spregiudicato" e ho provato a lavorare in un'emittente locale tenuta da persone che di esperienza anche a livello nazionale ne avevano acquisita tanta. È iniziato così il mio percorso radiofonico. Un'emozione indescrivibile: quando si accendeva la luce "rossa" dimenticavo il mondo, ma allo stesso tempo ne ero protagonista».

Dopo anni di esperienza, qual è dunque il suo concetto di radio?
«A mio avviso la radio è e sarà sempre una compagna di viaggio insostituibile».

Cosa significa oggi fare informazione musicale in Italia?
«Significa essere molto attenti alla scena e soprattutto avere un ampio bagaglio culturale prima di esprimere delle opinioni. L'Artista può non interessarci, ma non per questo motivo va declassato».

La musica può generare errori o va sempre accettata, al di là dei propri gusti personali?
«La musica è arte. Compito di chi ascolta è leggerne i contenuti».

La scomparsa di Michael Jackson: cosa pensa possa accadere ora intorno al ‘personaggio’?
«È partita come era prevedibile la corsa ad accaparrarsi un "pezzo" di eredità, anche da persone che in vita lo trascuravano. Come ho scritto in un articolo, "sembra essere un'icona di quelle che non subiscono il passare del tempo”, e questa affermazione mi sembra molto attinente a chi oltre ad essere uomo, è diventato un’icona».

Numerose le interviste a cui ha lavorato. Di quali va più fiero?
«Di tutte, ogni singola intervista mi ha permesso di conoscere aspetti dell'individuo e dell'Artista che ho incontrato».

Siamo alla conclusione. In perfetto stile radiofonico, ci saluta con un pezzo musicale?
«Stupendo di Vasco Rossi».

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