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Intervista a Francesco Stella tutte le interviste
Telegiornaliste anno III N. 21 (99) del 28 maggio 2007

La Seconda Vita dei fan di Vasco di Silvia Grassetti

Se siete navigatori esperti, o utenti di Internet al passo con le tendenze della rete, avrete già sentito parlare di Second Life: un mondo virtuale fatto di isole e land dove tanti avatar, alter ego virtuali di persone reali, si incontrano, chattano, interagiscono, prendono la residenza e si fanno la casa.

Siccome Second Life imita in tutto e per tutto la vita reale, era solo questione di tempo prima che qualcuno pensasse di realizzare il fan club del proprio beniamino. E’ il caso di Francesco Stella e del suo Vasco Rossi Fan Club, con sede al Made in Italy, la land che riunisce il maggior numero di avatar “italiani”.

Francesco ha 26 anni, è pugliese ma vive e lavora a Rimini, dove fa il barman. In meno di un mese il suo club - nato il 30 aprile scorso – ha raggiunto quota 400 iscritti, e le previsioni sono di assoluta crescita.
L’ho incontrato nella sede del Vasco Fan Club, facendo anche io la prima esperienza di intervista virtuale: il mio avatar e quello di Francesco, Cicciomarcio Pera su Second Life, "parlavano" del club, mentre i tanti iscritti si passavano la voce dell’intervista e venivano a sbirciare incuriositi.

Francesco, come ti è venuta l’idea e come hai fatto a realizzarla?
«Ho saputo di Second Life da uno spettacolo di Grillo, ho creato il mio avatar e, appena arrivato, ho cercato un fan club di Vasco, essendo un grande fan. Non trovandone, ho deciso di fondarne uno io».

E sei diventato residente, hai comprato e creato la "casa" e gli oggetti o qualcuno ti aiuta per questi aspetti?
«No, sono ancora un membro non pagante di Second Life. Ho avuto la fortuna di incontrare persone in gamba che mi hanno dato un alloggio e soprattutto grandi consigli: Olhoblu Ock, Fan Ishii e Toto Spire. Vorrei che mettessi i loro "nomi" perché sono splendidi. Sono tutti italiani, i primi due vivono in Spagna e l'altro è siciliano.
Da qualche giorno ho un collaboratore – socio. Si chiama Giuseppe Sitzia, alias Nemo Milev, ha 30 anni ed è di Cagliari. E’ diventato membro del club, poi, visto che il suo impegno era notevole, gli ho proposto di essere soci».

Dividete gli utili?
«Non avremo guadagni da questo club, lo facciamo per amore della musica, di Vasco, e per avere un bel gruppo. Sono tutti ragazzi splendidi quelli del nostro club. E’ vero che stiamo cercando di autofinanziarci con qualche sponsor, lo vedi dalle pubblicità appese alle pareti, ma solo per le spese del club. Niente lucro da parte di nessuno».

Quindi, tutti i giorni, a tutte le ore, i 400 (per ora) fan di Vasco su Second Life si incontrano nella loro land e... che fanno?
«Non tutti, ovviamente, ma a rotazione tutti: si incontrano, parlano, propongono idee per il gruppo, discutono di tutto, non solo di Vasco. E’ una comunità in cui si cerca di aiutarsi a vicenda sotto tutti i punti di vista. Ci si confida anche, a volte».

Vedo che il tuo socio ci sta raggiungendo. Tu e Giuseppe creerete anche un sito?
Francesco: «Il sito esiste già, ormai è pronto. Lo abbiamo dotato anche di un blog».
Giuseppe: «Ho contattato Francesco quando ha detto a noi iscritti al club di avere un problema sul sito. Io sono un tecnico informatico, mi sono appassionato al progetto e vorrei che il club diventasse internazionale. L’altra sera un mio amico ci guardava da un locale di Londra insieme ad altre persone. E’ una cosa bellissima quella che sta avvenendo».

Giuseppe, a che serve il Vasco Rossi Fan Club di Second Life?
«Può essere un buon metodo per fare un punto di aggregazione di persone che condividono le stesse passioni, come tutti i fan club. Ma l'idea di Francesco è veramente unica, almeno qui in Italia. In più, dopo il concerto Irene Grandi su “SL” per promuovere il suo nuovo disco, credo sia ancora più motivante la cosa».

Magari un’ospitata dell’avatar di Vasco nel suo fan club virtuale…
Francesco: «Sarebbe un onore per noi avere Vasco avatar nel nostro club, almeno per fare due chiacchiere virtuali con i suoi fans… Senza bisogno di bodyguards».
Giuseppe: «Sarebbe una cosa bellissima, un evento eccezionale e innovativo, e un buono strumento di pubblicità anche per lui… Sempre che la land non crashi».
 

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