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CASA MAMÃE MARGARIDA
CASA MAMMA MARGHERITA - MANAUS (BRASILE)

Questo spazio è offerto da www.telegiornaliste.com per un'iniziativa promossa dal giornalista Rai Andrea Sarubbi
da Medellin: LA STORIA DI SERLY

15/07/2004

Sapevamo dove trovarla: in strada, il posto meno adatto per una bambina di 11 anni. Ma Serly non ne conosce di migliori, per rimediare in fretta qualche spicciolo da investire in sacol. Quella che noi chiamiamo colla da scarpe, per i ragazzi scalzi dell'America Latina è un potente allucinogeno che li fa sentire meno sfortunati.
Alle 6 del pomeriggio, Serly cerca ancora clienti. Ma soprattutto, qualcosa da mangiare, perché i soldi dell'ultimo cliente li ha investiti tutti in colla. Così, quando una di noi l'accompagna al dormitorio di Casa Mamae Margarida, non oppone troppe resistenze. Più difficile è convincerla ad alzarsi, il giorno dopo: qualsiasi cosa le proponiamo - il bagno caldo, i vestiti nuovi, la colazione - ci risponde che, dopo tutto, è meglio la strada.
"Serly, ma anche in strada ti vogliono così bene?". "No, in strada ci si arrangia da soli. Guadagno quello che posso, compro quello che voglio e lo difendo a denti stretti, per evitare che me lo rubi qualcun altro". "E dove prendi i soldi?". Silenzio. "Serly, dove prendi i soldi?". Fa un gesto evasivo, saluta di corsa e scappa via. Vorremmo rincorrerla, ma resistiamo alla tentazione: siamo abituate a vederle andare via, perché Mamae Margarida è la casa delle porte aperte.
Per fortuna, Serly ritorna. Accetta di passare una giornata con le altre bambine, e scopre - per la prima volta in vita sua - la gioia di giocare con una bambola. I pattini, la palla, la piscina: al ritorno, all'ora di cena, sembra contenta. Ma le manca qualcosa. "Suora, dammi un po' di colla". "E perché ti piace così tanto?". "Perché comincio a volare, e quando arrivo in cielo vedo mia mamma…". E comincia a piangere.
Sua madre abita chissà dove. È entrata nelle Forze armate rivoluzionarie colombiane, che combattono contro il governo di Bogotà, e per seguire la guerriglia lasciò la figlia dai parenti di Medellìn, quando la bambina aveva 6 anni. Negli ultimi cinque, Serly è passata da una famiglia all'altra, fino a quando non si è convinta che l'unica casa possibile, per lei, fosse la strada. Quando accetta di vivere con noi, trova la serenità che le mancava. Ma le mancano, soprattutto, la madre, che non si fa sentire, ed il fratello maggiore.
Così, cominciamo a darci da fare. Chiamiamo l'esercito, le autorità, il sindaco ed il parroco del paese in cui la donna ha lasciato le ultime tracce. Serly vive questo periodo con inquietudine. "Suora, rimandami in strada". "Perché, non stai bene qui? Hai imparato a leggere, stiamo cercando tua mamma… pazienta un po'". "No, non ce la faccio. Mi manca la droga, mi mancano gli uomini". "Gli uomini? Un giorno incontrerai l'uomo da sposare, ma ora è presto… guarda come ti hanno lasciata, guarda le malattie che ti hanno trasmesso".
Passa un anno e mezzo di cure ginecologiche, di sostegno psicologico ed educativo. Poi squilla il telefono. È il parroco colombiano: "Abbiamo trovato la madre". Ci mettiamo d'accordo per farle incontrare la bambina che, nel frattempo, fa enormi progressi: è meno aggressiva, più felice, più attenta allo studio ed alla cura di se stessa.
Arriva il giorno dell'incontro. Madre e figlia si riabbracciano in un'area di servizio. Non sentono il peso delle 11 ore di viaggio - sei la mamma, cinque la bambina - ma solo la bellezza del ritrovarsi. Piangono, e fanno piangere anche noi. Poco dopo, arriva il fratello maggiore, e la festa è completa. La madre ci spiega di avere lasciato da due anni la guerriglia, per mettersi alla ricerca di Serly, ma di non essere riuscita a ritrovarla. Piange ancora, e ci ringrazia. È una gioia che, se potessimo, prolungheremmo all'infinito. Ma ci aspettano altre storie, con un lieto fine ancora lontano. Abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Le suore di Mamae Margarida - Medellin

clicca sulle foto per ingrandirle

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Serly chiede a suor Fabiola:
“Rimandami in strada”

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L’incontro atteso ed
indimenticabile

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La famiglia al completo:
si ricomincia a vivere!

 

 

 


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