Ciao
Tonino di
Giuseppe Bosso
Adesso riposa in pace davanti alla cappella in cui è sepolto il leggendario
presidente Costantino Rozzi, con cui magari da lassù continuerà a seguire
con la stessa passione e simpatia di ogni domenica le vicende dell'
Ascoli.
Quell'Ascoli a cui aveva legato indissolubilmente la sua carriera.
Se n'è andato così, in silenzio, una fredda mattina di marzo,
Tonino
Carino, storico inviato di
90°minuto. Tonino da Ascoli, come era
solito presentarsi in quegli anni. Un amico della domenica di quel calcio
che non c'è più, senza posticipi e senza decoder, delle formazioni che
ricordavi a memoria e dei tre stranieri per squadra. Quel calcio che ci
manca, lontano dalle brutture e dalle polemiche dei giorni nostri.
Ma la carriera di Carino non è svolta solo intorno al Del Duca, negli anni
in cui la compagine marchigiana era capace anche di mettere sotto il Milan
di Sacchi campione d'Europa e l'Inter di Trapattoni. Dopo avere esordito
scrivendo per il prestigioso
Resto del Carlino e per il
Corriere
Adriatico,
approda in Rai nel 1975, e oltre al programma
calcistico della domenica segue appassionatamente anche il Giro d'Italia.
Simona Ventura lo aveva voluto, nel 2005, come inviato speciale a
Quelli che il calcio, manco a dirlo al seguito di quell'Ascoli
tornato in A dopo gli anni bui transitati tra la B e la C; tra il 2002 e il
2003 aveva fatto parte del cast del fortunato programma
Casa Raiuno,
condotto da Massimo Giletti, in cui ha girato in lungo e in largo l'Italia
in coppia con
Milena Minutoli.
Grande commozione ai funerali, svoltisi nel capoluogo marchigiano, alla
presenza di parenti, amici e colleghi con cui aveva condiviso una vita per
lo sport, da Carletto Mazzone a Luigi Necco, dall'ex direttore del Tg1 Luigi
Fava al presidente della regione Marche Gian Mario Spacca e il sindaco di
Ascoli Piceno Guido Castelli. Oltre a molti tifosi bianconeri che, al loro
amico della domenica, hanno dedicato uno striscione:
Onore a te Tonino.